Angola




Angola
Kicolo, 20 dicembre 2002
Carissimi,
mancano pochi giorni al Santo Natale. Vorrei, prima di tutto, salutarvi con affetto e dirvi che, nonostante il mio “silenzio”, siete tutti costantemente nella mia preghiera. Con voi ringrazio il Signore per quest’anno che sta terminando e chiedo per ciascuno salute, gioia e pace. Spero che sia stato per tutti un anno di grazia. Per me e per la mia comunità del Buon Pastore di Kicolo lo è stato certamente. Il primo grazie è per la pace arrivata all’inizio di quest’anno; speriamo “sia venuta per restare”, come si dice qui. Apparentemente è arrivata percorrendo le vie tortuose degli uomini, frutto della vittoria militare degli uni e della sconfitta e della fame degli altri.
Ma, con lo sguardo della fede, possiamo dire che è opera di Dio che ha scritto diritto su righe storte e ha ascoltato le tante preghiere che gli umili hanno fattolettera_Angola_XVI_1.jpg - 13640 Bytes in questi anni in Angola.
Ora rimangono due sfide da vincere: “sminare” le coscienze e sminare la terra! Quarant’anni di guerra non si cancellano in pochi mesi. Sono tanti gli angolani che hanno visto uccidere, molti hanno ucciso e quasi tutti hanno perso qualcuno della famiglia e talvolta la famiglia intera. E’ urgente promuovere una cultura della non-violenza e della riconciliazione, educare alla tolleranza e alla convivenza pacifica. La guerra ha lasciato un paese quasi completamente distrutto, disseminato di carcasse bruciate e, quel che è peggio, di mine e di armi di ogni tipo. Non c’è città o villaggio che non mostri i segni del conflitto: strade, ponti, ferrovie, case, scuole, chiese…..tutto distrutto e tutto da rifare. La città che mostra meno i segni della guerra è Luanda. In compenso mostra enormi periferie di baraccopoli dove si sono rifugiati milioni di esuli. Kicolo è una di queste.
Il secondo grazie è per l’evento tutto speciale che la nostra parrocchia quest’anno ha vissuto: la prima ordinazione sacerdotale di un figlio di Kicolo, Rufino Chitue. Non è nato a Kicolo (sono pochi i giovani e gli adulti nati qui!), ma è cresciuto qui, è stato catechista e animatore dei giovani; questa è la sua famiglia spirituale. E’ stato ordinato a Kicolo il 15 settembre scorso: una grande festa, preceduta da un’intensa preparazione spirituale e vissuta da migliaia di fedeli che riempivano all’inverosimile il cortile per la Messa di Ordinazione.
Personalmente ringrazio il Signore anche per un altro motivo: dopo più di anno di vita comune… a distanza (cioè, da solo!), P. Renzo Adorni mi ha raggiunto a Kicolo. Così ora siamo in due (sempre pochi!) a portare il peso di questa parrocchia che non cessa di crescere: alle otto comunità di bairro se ne sono aggiunte altre due, in due quartieri molto lontani dal centro, abitati in prevalenza da rifugiati. Stiamo elaborando un piano pastorale che tenga conto delle sfide e delle priorità più urgenti. La prima è la formazione di catechisti ed animatori nei vari settori della vita ecclesiale, capaci di trasmettere ai loro fratelli una fede adulta e matura che non svanisca al primo soffia di vento contrario. Qui a Kicolo ogni giorno nascono nuove sette e chiese indipendenti; dove ieri c’erano spazi vuoti o case, oggi ci sono chiese dai nomi più fantasiosi. Un giornale locale diceva tempo fa che fondare una setta è un mezzo sicuro di far soldi oggi in Angola. Il loro territorio di “caccia” privilegiato sono quasi sempre i cattolici che sono aggrediti a colpi di citazioni bibliche e di argomentazioni strampalate sul settimo giorno, sulla fine del mondo o sul modo più efficace di combattere i diavoli. E’ urgente confermare nella fede i nostri fratelli e questo si fa con molta formazione biblica, catechetica e umana.
Altro campo di impegno sarà la scuola per bambini, giovani e adulti: vorremmo che gli ultimi di oggi non fossero anche gli ultimi di domani in quest’Angola che cambia rapidamente. Il nostro sogno è che in ogni comunità di bairro ci sia una scuola elementare per i bambini e un centro di alfabetizzazione per giovani e adulti. Con la collaborazione della gente, che fornisce manodopera e contribuisce con i pochi mezzi che ha, stiamo costruendo alcune sale accanto alle varie cappelle. Il problema saranno gli insegnanti: abbiamo reclutato parecchi giovani e adulti disoccupati con una certa preparazione scolastica; vorremmo assicurare loro un minimo di formazione e poi, mensilmente, incoraggiarli con qualcosa da mettere sotto i denti per sé e per la famiglia. Per questo proponiamo a chi volesse aiutarli un’adozione a distanza di un maestro: 30 Euro mensili.
Un grazie di cuore e la promessa che gestiremo con trasparenza gli aiuti dati a tale scopo.
Non mi resta che salutarvi augurandovi di cuore Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Vostro P. Luigino Frattin

Centro Bon Pastor
C.P. 14748 LUANDA
ANGOLA


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