Etiopia




Natale 2002

Carissimi amici,
Vi giunga ancora una volta il mio augurio da Soddo, dove i miei Superiori mi permettono di continuare il mio servizio pastorale dopo già un anno che ho presentato le dimissioni. Sono lieto di dedicare ancora qualche anno della mia vita a questa giovane chiesa in Etiopia, divenutami ormai carissima dopo oltre 3° anni che sono qui a servirla con amore e dedizione.
Nella mia lettera natalizia sono solito darvi qualche notizia su questa giovane chiesa. Chiesa giovane, in mezzo ad una popolazione estremamente povera, chiesa in rapida crescita e ciò, evidentemente, è motivo di soddisfazione. Ma è ben risaputo, ogni crescita giovanile è caratterizzata da crisi di crescita e la nostra chiesa non ne è esente. Crescono le vocazioni sacerdotali, diocesane e religiose.
I missionari si ritirano e i sacerdoti locali ne prendono il posto. Questo passaggio, da chiesa missionaria a chiesa locale, è un momento estremamente delicato, che dà adito a facili frizioni, incomprensioni e, quindi, sofferenze sia agli uni sia agli altri e al vescovo in particolare. I sacerdoti locali, invocati nella preghiera, ci vengono donati dal Signore in abbondanza e gliene siamo sinceramente grati. Ma alcuni, pochissimi grazie a Dio, nellelettera_etiopia_XVI_1.jpg - 22420 Bytes prime esperienze pastorali non si mostrano all’altezza della loro vocazione e della loro responsabilità pastorale ed ecco allora una sofferenza per tutti, soprattutto per il vescovo.
Le nostre comunità cristiane sono formate in larga maggioranza da giovani. Ogni parrocchia ha splendide associazioni giovanili, corali giovanili, che vivono con entusiasmo la loro fede, con un grande amore per la Parola di Dio, vivamente interessati a migliorare la loro formazione cristiana. Ma i nostri giovani vivono tutti in mezzo a non-cattolici, sotto la propaganda martellante e spesso disonesta di sette protestanti fondamentaliste e non pochi ne sono vittime. Anche questa è una sofferenza. Le nostre comunità cristiane si espandono. Abbiamo costituito lo scorso anno 9 nuove parrocchie; molte altre saranno costituite man mano che avremo nuovi sacerdoti. Allora nuove chiese parrocchiali, nuove strutture parrocchiali, nuove cappelle, nuove case per sacerdoti, per suore debbono essere costruite. Si allargano le attività pastorali (formazione di seminaristi, mantenimento e formazione permanente del clero diocesano, formazione dei catechisti, pastorale giovanile ecc.) e sociali (scuole, cliniche, ospedale di Dubbo, programmi di promozione femminile ecc.), aumentano di conseguenza le spese. Le organizzazioni di aiuto diventano sempre più restie ad approvare e finanziare progetti, specie lwe costruzioni e le spese correnti. Le comunità cristiane sono povere; dovrebbero crescere e maturare anche nella capacità di sostenersi finanziariamente; proponiamo e stimoliamo questa crescita, che però resta ancora un ideale lontano. Cosicché mentre le spese aumentano e gli aiuti diminuiscono, il problema finanziario diventa sempre più arduo e diventa una sofferenza, questa volta quasi esclusivamente per il vescovo.
Mi scuso di questa lettera che sottolinea più le sofferenze che le consolazioni. Ma vi assicuro che non sono pessimista. Il Signore potrebbe volermi in questi ultimi anni della mia vita a seguirlo più da vicino sulla via del Calvario e lo seguo volentieri. E poi ho sempre una grande fiducia nella Provvidenza, che ogni tanto vuol ricordarmi la sua presenza con qualche sorpresa. Carissimi amici, anche voi siete stati strumenti della Provvidenza e ve ne ringrazio e vorrei chiderevi di sentirci vicini in questa prossima festa di Natale e pregare il Padre celeste che, insieme al dono che ci ha fatto del suo Figlio, ci doni pace, serenità e un po’ di pane a tanta nostra gente che anche quest’anno soffre la fame.
Questo è il mio augurio natalizio e per il nuovo anno. Con affetto e gratitudine nel Signore.

+ Domenico Maritozzi
Vicariato Apostolico di Soddo-Hosanna
Wolayta Soddo (Etiopia)



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