Bangladesh




Baniarchor, 16 Novembre 2002
Carissimi amici del Centro Missionario Diocesano, l’anno 2002 è stato un anno in cui ho potuto e abbiamo potuto come parrocchia vivere una vita normale. L’anno precedente avevamo avuto un grosso problema (lo scoppio della bomba in chiesa durante la S. Messa) che mi/ci aveva impegnato tutto l’anno. Quest’anno, invece, è stato un periodo dove ho potuto fare quello che generalmente fa un parroco in Bangladesh: sacramenti, catechesi, tentativo di essere presente nella vita della gente non solo nei momenti di difficoltà economica quando loro vengono a trovarmi per cercare aiuto, ma anche nella vita di tutti i giorni attraverso incontri di preghiera, in gruppo, nelle case.
Ho vissuto la fatica quotidiana, di essere presente, in nome di Dio, nella vita della gente, nella fede e nell’attesa che il mio lavoro possa dare dei frutti. Vedo che la vita di tutti noi si avvicina molto a quella dell’agricoltore che ha seminato e vede crescere la pianta e vuole che essa produca molti frutti. Aspetta con grande attesa quel giorno quando potrà mangiare i nuovi frutti! Questa riflessione è nata in me vedendo i nostri cristiani nella loro vita quotidiana. Ho notato una certa “fatica” a prendersi carico delle loro responsabilità e a fare bene il proprio dovere.
I genitori cercano in tutti i modilettera_bangl_XVI_1.jpg - 12801 Bytes di “mettere i figli nel collegio” dove i figli sono lontani da casa, studiano fuori. Molte volte è la fatica di doverli chiamare dal gioco per farli studiare, di dover seguirli a scuola che li spinge a fare questo, non perché sono poveracci e non possono dare da mangiare ai propri figli. Proprio questi ragazzi a cui generalmente piace molto giocare sono mandati in detti collegi. Ho notato poi che poiché nei collegi non c’è nessuno che li segue bene, alla fine del corso degli studi, agli esami di stato, sono bocciati. A quel punto il problema si pone in termini più gravi.
Anche nel nostro villaggio è arrivata la parabolica. Con il salario di tre giorni lavorativi si può ottenere il collegamento mensile. Non molte famiglie hanno detto collegamento però in quelle famiglie dove c’è oppure al bar la televisione, durante il giorno, è sempre accesa. Penso che anche la televisione abbia contribuito a creare una mentalità superficiale, dove l’impegno ad avere uno scopo serio nella vita è frivolo e superficiale.
In questa situazione, qual è il compito della Chiesa? E’ una domanda che mi sta accompagnando in questo periodo. Penso che il primo compito sia prima di tutto quello di rendere coscienti le persone in che situazione essi si trovano. Questo non solo in chiesa ma anche nei vari incontri di gruppo che faccio. Vedo che la gente tende a vivere la propria vita come viene. Non ha capacità di analisi e la forza di reagire a situazioni che a loro non piace. Se riuscissi a renderli coscienti e dell’importanza dello studio e ad avere coscienza che la situazione creata nel mondo dalla televisione e dai giornali non aiuta loro a vivere bene e felicemente la vita, avrò fatto un buon lavoro. Gesù e il vangelo ci fanno felici solo se noi lo accogliamo nella nostra vita e lo mettiamo in pratica. Non ci ha detto Gesù che è la “luce del mondo” e se noi camminiamo nella Sua Parola camminiamo nella luce e saremo felici? Io sto bene. Grazie di cuore per tutto il bene che ci volete, per i vostri sacrifici che fate a vantaggio di noi missionari e della popolazione che cerchiamo di servire. Quello che facciamo, lo possiamo fare perché ci siete voi. Per questo grazie. Io me la passo bene. La vita qui mi piace. Speriamo che non venga la guerra fra USA e Irak. Noi cristiani del Bangladesh, per questa guerra, dovremo soffrire molto. Speriamo di no. A tutti Buon Natale e Buon Anno.

Vostro,
p. Mimmo Pietanza
The Most Holy Redeemer’s Parish
Catholic Church, Baniarchor
P.O.: Jalipar
Dist.: Copalgonj-7911
Bangladesh



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