Colombia





CARISSIMI AMICI,

scusatemi per il lungo silenzio di tutto questo periodo che non vi ho scritto e grazie per i vostri saluti, i vostri ricordi che mi sono arrivati attraverso i miei genitori. Vi porto sempre con me, nel mio “zaino da viaggio” e soprattutto nel mio cuore così come vi avevo promesso prima di partire. Io, grazie a Dio, sto bene e potete immaginare il piacere che mi ha fatto poter condividere con i miei genitori un tempo che, anche se è volato, è stato un dono immenso.santamaria.jpg - 22675 Bytes Loro già vi avranno raccontato le loro esperienze, ciò che hanno visto e sentito di persona qui in Colombia. Sono sicuro che vi parlano di una Colombia differente da quella che i mezzi di comunicazione abitualmente ci presentano …
Una Colombia accogliente, onesta, lavoratrice, piena di vita, che spera, che lotta, che crede e costruisce la pace. E’ questa la Colombia che non fa rumore ma che è reale e che malgrado le pietre, le spine e i deserti che deve attraversare aspetta che fiorisca un FUTURO SOSTENIBILE.
Dopodomani partiamo per la nostra esperienza o servizio di missione. Cioè noi viviamo in Bagotà e le nostre attività principali sono lo studio per la preparazione professionale e il servizio di apostolato in quartieri che chiedono la nostra collaborazione, poi quando siamo in vacanza con l’Università, condividiamo periodi di un mese con quelle comunità che si trovano in situazioni difficili, di conflitto, e lontane dal lavoro pastorale della Chiesa. Io sono stato mandato a una comunità indigena “Sikuani” in una regione bellissima di Colombia, il META o chiamata anche LIANOS ORIENTALES. La zona è controllata dalla guerriglia che controlla anche la produzione e commercializzazione della coca. I “colonos” e contadini “bianchi” che arrivano da distinte regioni del paese coltivano questo prodotto perché è l’unico che si può vendere a causa della guerriglia anche se molti vogliono che le cose cambino, per esempio creando una cooperativa agricola.
Noi vivremo con la comunità indigena; loro gli indigeni sono quelli che più soffrono la situazione perché molte delle loro terre sono rubate per la coltivazione illegale, per poter guadagnare qualcosa per vivere sono costretti a raccogliere la coca nei campi di coca sottostando allo sfruttamento e adesso alle fumigazioni che prevede il “PLAN COLOMBIA” degli Stati Uniti.
Che bello sarebbe se la comunità indigena fosse libera nella sua terra, se conservasse le ricchezze del suo passato e incontrasse un cammino per un futuro giusto.
Oggi Lucho, un fratello peruviano, ha detto una cosa che mi sembra vera. Diceva che la comunità indigena Sikuana è in perenne avvento, sempre aspettando e sperando la BUONA NOTIZIA. Mi ricordano tanto i pastori del presepe, così semplici, così quotidiani , così sconosciuti dei grandi della terra, eppure sono stati i primi a ricevere l’annuncio. Che sia così anche per i Sikuani. Con loro stiamo cercando il Signore, la Parola di Vita, il Cammino, il Principe della Pace e della Giustizia.
E’ Lui che ha piantato la sua tenda fra di noi, piantando anche la sua “MALOKA” (la capanna indigena) nella nostra comunità perché sia VITA IN ABBONDANZA PER TUTTI.
Con tutto il cuore vi auguro UN NATALE DI PACE e Un nuovo ANNO ricco di benedizioni per voi e le vostre famiglie.

Con affetto vostro hermanita Vito Santamaria



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