LETTERE DAL MONDO

ALBANIA

Koder Derven, 18/7/2010

Carissimi,
nel mese di ottobre 2009, nella mia missione diocesana in Albania, scadeva la convenzione "Fidei Donum" e tutto convergeva verso la chiusura della missione. Dopo alterne vicende e diversi incontri tra il nostro arcivescovo mons. Cacucci e il vescovo ausiliare della diocesi di Tirana mons. Frendo, la convenzione veniva rinnovata per altri tre anni, all'inizio della quaresima 2010, e mi veniva portata e consegnata da don Andrea Favale, responsabile dell'ufficio missionario diocesano, in compagnia di don Giacomo Fazio, giunti in quell'occasione a Tirana. Essere stato confermato in missione in Albania, mi rendeva felice! In questi mesi, nelle mie preghiere, avevo scrutato i disegni e le volontà di Dio. Il cuore era in pace! Sì! Avevo dato tutto me stesso, senza risparmio! Con zelo e spirito apostolico, dopo 14 anni, potevo testimoniare di aver lavorato per la "vigna del Signore" per strappare molti cristiani cattolici agli inganni del demonio e riportarli a vivere con serietà la loro fede per conquistare la vita eterna.


Confermato dalla grazia di Dio, in missione in terra albanese e con il sostegno e la benedizione dei due vescovi, potevo riprendere il mio programma pastorale, che fin dall'inizio aveva avuto questa tematica: "Far conoscere, all'Uomo cattolico Albanese, Gesù Cristo, l'Uomo nuovo, il Salvatore dell'Umanità!". A questa comunità cattolica, di circa 500 famiglie, avvelenata dalla dis-educazione e dal virus della catechesi demoniaca, calpestata e annichilita nella sua identità e dignità umana, morale e nei suoi valori evangelici e culturali-tradizionali, Dio Padre, nella sua infinita misericordia, mi aveva inviato, per far riscoprire le radici di "Popolo Santo di Dio" nella Chiesa, comunità dei Figli di Dio, in cammino verso il cielo. A correggere le loro false convinzioni. Dopo aver testimoniato la propria fede religiosa durante il regime, molti pretendevano di essere salvati ed entrare in paradiso, ricevendo il sacramneto del battesimo e vivendo la propria fede in maniera privata e individuale! Era urgente ricuperare la vita comunitaria. A proporre una nuova sfida in questo terzo millennio, dell'annuncio di una "Buona Notizia", nel Signore Cristo Gesù, risorto dalla morte di Croce, per permettergli di risorgere dai peccati di superbia, egoismo e ipocrisia e confermarlo, con la Grazia dello Spirito Santo, in un "Uomo nuovo, Immagine di Dio".
Non nascondo una semplice gioia che scaturiva dentro di me, ma anche la consapevolezza di un nuovo impegno pastorale per altri tre anni. Ebbene, la conferma in missione albanese si scontrava subito con i problemi reali. Non potevo abitare presso la canonica della Chiesa del villaggio di Arrameras, dove l'arcivescovo albanese avrebbe voluto, ma sono costretto a trasferirmi presso il centro sociale del villaggio di Derven, che per molti anni avevo utilizzato per gli incontri di catechismo per bambini. Informato mons. Cacucci di questa variazione, grazie all'aiuto di benefattori, con una spesa di circa cinquemila euro, sistemo tutte le stanze. Per di più, mi era arrivata una splendida notizia: una coppia anziana della città di Lavello (Potenza) delle comunità del cammino neo catecumenale era disposta a trasferirsi in Albania per alcuni mesi e vivere insieme a me a Derven. Iniziava una stagione nuova. Non dovevo più percorrere 60 Km al giorno. Ne beneficiava la programmazione delle varie attività pastorali. A Natale, in quaresima e nel tempo di Pasqua. I momenti di riflessione e di preghiera per vivere l'anno sacerdotale, istituito da Papa Benedetto XVI. Poi, indimenticabile è stata la preparazione e lo svolgimento delle attività, per la festa del santo patrono della parrocchia "Sant'Antonio da Padova". Infine, con l'arrivo dell'estate, attraverso la Sig.ra Rosa Conforti e la Sig.ra Marilena Catacchio dell'ufficio missionario diocesano, ho avuto la possibilità di svolgere un campo estivo, per ragazzi e giovani, realizzato con la collaborazione di Suor Anna e di Suor Lindita (di origine albanese) delle Suore Figlie della Carità (Suore Minime) del Quartiere San Paolo in Bari. In cantiere, all'inizio del nuovo anno pastorale, ho preparato un incredibile programma per ricordare i 100 anni della nascita di Madre Teresa di Calcutta, molto amata e venerata in Albania.

Carmine Leuzzi
Parroco missionario in Albania

S. Pasqua 2011
Grazie di cuore, come sempre, per la tua vicinanza e il tuo sostegno spirituale, fraterno e sacerdotale. Buona Pasqua a te e tutti i seminaristi.
Ho vissuto con fatica ma con gioia tutta la settimana santa.
Anche noi alle ore 10.00 del giovedi santo, abbiamo rinnovato le nostre promesse sacerdotali, durante la solenne celebrazione della messa crismale.


Poi tutte le altre celebrazioni nelle parrocchie dei due villeggi. Buona partecipazione.
La vigilia e la domenica di Pasqua, sono state molto partecipate.
Stanco ma in grazia di Dio, per aver annunciato, l'amore di Dio Padre, nel sacramento della santa eucarestia, nella lavanda dei piedi e nell'adorazione eucaristica.
Adorazione della santa Croce, mistero di donazione del Figlio per la salvezza e la nostra santificazione.
Ed infine l'annuncio degli Angeli:"Non cercate colui che è morto, perché è risorto, andate in Galilea, lì lo vedrete".
Si, Cristo è risorto, è veramente risorto, alleluja!
Il Signore mi ha aiutato nella predicazione, perché da Natale a Pasqua, ho celebrato diversi funerali, per esempio: mamma morta, dopo aver partorito; figlio di questa donna morto dopo 5 giorni.
Marito e tre sorelle piccole, scandalizzati. mi dicevano. Cosa abbiamo fatto di male.
Abbiamo sempre rispettato Dio. Perché questa maledizione. Vieni a benedire la nostra casa!
Quanta partecipazione, condivisione!
Ma, mai trascinato dal vortice del dolore o disperazione,
Sempre la luce della fede in Cristo, vivo, risorto.
Ancora una bambina morta a 5 mesi. Un giovane una settimana prima di sposarsi, in un incidente stradale, muore. Infine, la notte di domenica di Natale, in un altro incidente con la macchina, guidata dal padre, muoiono i tre unici figli, di una famiglia. ecc.
Sono stato molto vicino ai loro drammi, annunciado loro la Risurrezione di Cristo, ed il messaggio di salvezza e di speranza, che fiorisce dalla tragedia della morte, verso la vita eterna.
Per esempio, ho scoperto che tutta la famiglia del giovane morto, quasi 30 persone, adulte, giovani e bambini non sono ancora battezzati. Occasione santa, da parte di Dio, per aiutarli ad avvicinarsi alla Chiesa, e sentirsi amati da Dio Padre buono, non un dio-mostro.
Tutti hanno partecipato alle celebrazioni ed è stato per me, un dono di Dio, per illuminarli, nel cammino della loro debole fede.
Spero che lo Spirito Santo, porti frutti di serenità e di benedizione nei loro cuori.
Li sto preparando per il battesimo, prima comunione e cresima.
In seguito sacramento del matrimonio.
Non meravigliarti! Il demonio durante il regime comunista, ha distrutto la vita dei miei parrocchiani, non la loro fede.
Ma davanti a questi avvenimenti, non sono in grado di comprendere la vastità dell'amore di Dio, che si manifesta in Cristo Gesù.
Come pastore mi sono preso cura di queste pecore deboli.
Che Dio li salvi e mi dia uno zelo e spirito per portarli alle fonti della salvezza. Basta così.
Auguri ancora. Buona santa Pasqua. d.Carmine Leuzzi



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