ARCIDIOCESI BARI-BITONTO


LA COMUNITÀ PARROCCHIALE INONDA IL QUARTIERE


Via Crucis vivente per le stradedella Mater Ecclesiae in Bari

 

 

Missionari per due ore e mezzo nelle strade e nei condomìni di Bari Poggiofranco: il 30 marzo 2018 – Venerdì Santo - la comunità parrocchiale della Mater Ecclesiae, dopo aver partecipato in chiesa alla Celebrazione della Passione del Signore, si riversa sulle strade del territorio per prolungare la preghiera di lode e di ringraziamento a Gesù con le 14 stazioni della Via Crucis vivente. I figuranti, dopo lunga e accurata preparazione, rivivono con il popolo i momenti misteriosi e intensi della Passione, Morte e Risurrezione del Maestro. Le stazioni sono rigorosamente bibliche, avendo escluso quelle devozionali, quali le tre cadute, il velo della veronica, ecc. Le riflessioni, adattate a dialoghi, sono di Mons. Antonio Bello, vescovo di Molfetta per dieci anni e tornato alla casa del Padre 25 anni fa. Ora è servo di Dio, prossimo ad essere dichiarato Beato.

 

Appena fuori dalla Chiesa, il nostro sguardo è attratto dal tavolo dell’ultima Cena (prima stazione), ove tredici figuranti – Gesù e gli apostoli -, consumano la Cena pasquale; si profila già il tradimento di Giuda: «Uno di voi mi tradirà». È l’Eucaristia a dare significato alle nostre sofferenze: «La Croce è lo sviluppo dell’ultima cena, è il fiore che germina sulla mensa dell’Eucaristia» (don Tonino Bello).

Sul medesimo sagrato, sotto l’ulivo piantato all’ingresso della chiesa, si celebra la seconda stazione: Gesù sul monte degli ulivi. Mentre tutti i fedeli cantano per la seconda volta il ritornello che dà inizio ad ogni tappa (Adoriamo la tua croce, Signore; lodiamo e glorifichiamo la tua santa resurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo), Gesù entra nella lotta, prega intensamente e suda sangue; chiede invano il sostegno degli apostoli che non comprendono e dormono. Si prega quindi per i disperati, i giovani senza un futuro e gli anziani che si sentono vacillare.

Si snoda la processione verso il parco giochi, frontale al luogo di culto. Le fiaccole illuminano il volto sofferente e vigilante di Gesù che, scortato e vilipeso dalle guardie, si fa strada tra la folla che prega e canta. Ci si ferma davanti al Sinedrio, il tribunale ebraico (terza stazione), che giudica Gesù impietosamente: «È reo di morte». Preghiamo per coloro che si trovano soli ad affrontare la malattia e la povertà e per i cristiani che subiscono in tutto il mondo una ingiusta condanna. L’invocazione nel canto alla Vergine addolorata, che cadenza la conclusione di ogni stazione (Santa Madre, deh! voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore), fa calare il sipario su questa scena, introducendoci all’incontro con Pilato, autorità romana (quarta stazione). Successivamente, dopo un lungo percorso per le strade che ci hanno introdotto in un ampio cortile, si susseguono diverse soste della Passione di Cristo (dalla quinta all’ottava stazione), mentre preghiamo in coro per i pastori della Chiesa, i giovani che stentano a credere, i disoccupati, le famiglie in difficoltà, le vittime di abusi o violenze, coloro che spendono la vita per gli altri, le persone che non comprendono le scelte del prossimo, i tanti che si impegnano nel volontariato…

Le ultime stazioni trovano collocazione ancora sul sagrato della Chiesa, luogo ideale per rappresentare la Crocifissione di Cristo, l’accoglimento misericordioso del ladrone pentito, l’incontro amorevole di Gesù morente con la Madre e con Giovanni, la Sua morte e la deposizione nel sepolcro nuovo (dalla nona alla tredicesima stazione). La preghiera si fa più raccolta ed intensa. Il realismo delle scene rende la preghiera più coinvolgente, disponendoci a che «le piaghe del Signore siano impresse nel nostro cuore». Il tocco sapiente di un violino, che sottolinea alcune scene in maniera discreta e sapiente, facilita la preghiera rivolta all’Uomo della Croce. Cantando la Speranza, la riconoscenza e la bellezza della Fede ci introduciamo in chiesa, illuminata da fioche fiammelle, simbolo del nostro vegliare accanto a Gesù esanime.

La quattordicesima stazione (Gesù è risorto) la celebriamo al mattino di Pasqua, all’inizio della S. Messa delle 11,30. Il sepolcro nuovo con la pietra già rotolata senza il corpo di Gesù, gli apostoli che discutono dubbiosi , le donne con gli unguenti, giunte per imbalsamare il corpo di Gesù, e tre angeli che recano il lieto Annunzio della Resurrezione di Cristo, sottolineano in modo pregnante i testi liturgici. Con il canto del Gloria prosegue gioiosa la celebrazione della Messa di Resurrezione.

Questo impegno missionario di famiglie e di giovani della comunità, costituisce un momento importante della realizzazione del programma diocesano 2017-‘18 “DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE – Giovani e Famiglia”. La fraternità e la fede hanno coinvolto anche persone lontane dal luogo di culto, attivando in costoro il medesimo slancio d’amore che aveva già coinvolto i fedeli praticanti.


Don Ambrogio Avelluto
Parroco alla Mater Ecclesiae – Bari