LETTERE DAL MONDO

 


ALBANIA

Kisha Katolike "Famullia Shna Ndou" - Koder Derven
Dhe "Shen Gjon Pagezori" - Fushe Derven

23/9/2003
Per l'Ufficio Missionario, don Ubaldo Aruanno
Stiamo in clima di preghiera e di gioiosa attesa della Beatificazione di Suor Madre Teresa di Calcutta, ma di origine macedone-albanese, che S.S. Giovanni Paolo II proclamerà domenica 19 ottobre in Vaticano.

La prima Beata Albanese
Sarà un evento straordinario per le nostre comunità parrocchiali, per la Chiesa cattolica in Albania, per le istituzioni civili, il governo e per ogni cittadino di questa Nazione. Infatti, dopo l'eroe nazionale Gjergj Kastriot Skanderbeu, vissuto alla fine del XV secolo, il quale ha combattuto per 25 anni contro i Turchi ed è stato riconosciuto da Urbano II: "Difensore della Chiesa cattolica", finalmente questa Nazione avrà un'eroina santa. Anche perché, in duemila anni di storia cristiana, nel nostro calendario liturgico, non c'è nessun Beato o Santo albanese. Suor Madre Teresa sarà la prima beata in assoluto e sarà una benedizione per tutti.
Dal 2000 è stato avviato, anche, il processo per la canonizzazione di 40 santi martiri cattolici albanesi - vescovi, sacerdoti, religiosi, seminaristi e laici - fucilati, uccisi "crocifissi ad un albero" o morti per terribili torture e sofferenze nei campi di lavoro e nelle carceri-lager, durante il regime della dittatura atea comunista, per testimoniare, con il sangue e con la vita, la fede nel Signore Gesù Cristo risorto, l'amore, lo zelo apostolico, la fede alla santa Chiesa cattolica e il coraggio evangelico di perdonare i loro giustizieri e carnefici. Risuonano le loro ultime grida: "Viva la Chiesa, viva il Papa".

La raccolta delle notizie e il recital
Personalmente, avverto questo avvenimento come un dono ed una grazia di Dio, per me e per questo popolo martoriato da secoli. Per tutta l'estate sono andato alla ricerca di testi di lettura e di meditazioni, per conoscere e far conoscere questa figura e questo modello di santità della fede e della scelta in Cristo Gesù; oltre a ritagli di giornali, di fotografie, per realizzare una mostra fotografica. Ho utilizzato un fumetto a colori di questa beata, ricavandone un serio recital teatrale e ho dato voce ai vari personaggi, esistiti realmente nella vita della Suora e nell'amore ai poveri di Calcutta. Ne ho fatto fare la traduzione in albanese e da qualche settimana stiamo provando e riprovando con un gruppo di giovani attori della parrocchia. Spero che per il 19 ottobre possiamo essere pronti per presentare quest'opera teatrale nel mio villaggio in Albania.
A Natale ed a Pasqua, da anni preparo varie recite religiose. Per me, infatti, il teatro è un modo forte per evangelizzare i giovani e le famiglie cattoliche. Non vi nascondo che ho serie difficoltà per preparare i costumi dei vari personaggi, la scenografia, la musica, l'impianto luce e… senza un teatro.

Le iniziative diocesane e parrocchiali
Nel frattempo, sia in Diocesi sia nelle comunità parrocchiali prepariamo celebrazioni di preghiera e incontri culturali per far conoscere la santità di questa suora albanese ad una generazione che non conosce veramente nulla di Madre Teresa, perché solo da diecianni ha iniziato un cammino di iniziazione cristiana nella Chiesa. Durante il regime, il dittatore parlava sempre male di Lei, denominando con disprezzo "la Signora, la ricca, la famosa". La gente ha creduto alle menzogne ed era disinformata di tutto. Non le si permetteva di entrare in Albania. Infatti, quando sono morte sua madre e sua sorella, sepolte nel cimitero di Tirana, Madre Teresa non ha potuto partecipare ai loro funerali.
Dopo un incontro di preghiera in parrocchia, per il sesto anniversario della sua morte, nelle parrocchie della diocesi, si farà una missione popolare, inviando giovani e adulti, casa oer casa, dei cattolici, degli ortodossi, dei protestanti e dei musulmani, donando loro una preghiera e la sua medaglia.
A queste iniziative della Chiesa cattolica non corrisponde quella del governo e degli enti pubblici, perché sono preoccupati delle loro votazioni elettorali del 12 ottobre e non danno notizie in TV e nei giornali locali. In progetto, ci sono monumenti e piazze da intitolare, foto, mostre, recensioni di libri nuovi, dibattiti culturali, manifestazioni e concerti di musica, perché, è certo, la figura di questa Donna Albanese non è passata inosservata.

L'esperienza con i giovani M.G.M. di Bari
In conclusione di questo mio scritto su Madre Teresa, vorrei ringraziare il Signore per l'esperienza di amicizia, di preghiera, d'impegno pastorale religioso-culturale e ludico-sportivo, per i cento ragazzi e giovani del mio villaggio di Koder Derven, che ho vissuto nell'ultima settimana del mese di agosto di quest'anno, con i sette giovani del Gruppo Giovanile Missionario Diocesano, venuti da varie parrocchie di Bari e della provincia, guidati da don Vito Cicoria, missionario in Africa. Il tema che è stato proposto, "Francesco un giovane come noi", era un invito a vivere con gioia la nostra fede in Cristo, attraverso i bans, la danza e lo sport, per vivere la santità. Nonostante la difficoltà della lingua albanese, era necessario tradurre, anche se non pochi capivano l'italiano, alla fine tutti erano molto contenti. Spero che da questa prima esperienza si possa programmare nuovi progetti.
Vi saluto con affetto. La pace.

don Carmine Leuzzi


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