LETTERE DAL MONDO

 

 

 

ETIOPIA
S. Pasqua 2011
Carissimi amici,
pensando alle imminenti celebrazioni pasquali la mia attenzione è stata catturata da quella fortunatissima donna che è stata Maria Maddalena, la quale ha avuto lo specialissimo privilegio di essere la prima testimone della resurrezione.
Perché tale privilegio Gesù lo ha concesso proprio a lei e non a sua Madre, o al discepolo che egli amava (Gv. 19,26)?
La risposta possiamo trovare in alcuni episodi riportati dai vangeli e che la vedono protagonista.
Il primo è quello di Luca (10,38 ss.) in cui vediamo Maria che "sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola". Quale gioia avrà provato nel potersi intrattenere con Gesù senza il chiasso della folla, senza le innumerevoli richieste di aiuto, senza le capziose discussioni di scribi e farisei. Rapita dalla sua presenza e dalla sua parola, l'emozione era stata così forte da farle dimenticare tutto il daffare per preparare una degna accoglienza al carissimo amico e illustre Ospite. Non si era nemmeno accorta dei piedi sporchi del Maestro che invece avrebbe dovuto lavare, secondo i doveri dell'ospitalità. Quello che sentiva erano solo i battiti del suo cuore che all'unisono palpitavano con quelli di Gesù.
Solo chi è innamorato riesce a percepire questi moti interiori e a scusare le inosservanze delle regole.… E' quello che fa Gesù difendendo Maria e rimproverando dolcemente la sorella Marta per non aver saputo scegliere "la parte migliore" di quella visita.
Un altro intervento simile il Signore fu costretto a farlo a Betania, sei giorni prima di Pasqua, sempre a casa dei suoi carissimi amici Lazzaro, Marta e Maria durante la cena preparata in suo onore (Gv 12, 1ss). In questa cena di commiato che precede di pochissimi giorni quella del giovedì seguente con i discepoli, la solita Maria ne combinò un'altre delle sue.
Forse per rimediare ai doveri di ospitalità non pienamente osservati la volta precedente, quella volta non rimase incantata a contemplare il Maestro ma si mise subito in azione. Dopo aver offerto certamente l'acqua per le abluzioni di mani e piedi, versò su questi ultimi un costosissimo profumo e li asciugò con i suoi capelli. Oh, quali benefici effetti produce l'amore: affina la sensibilità, fa presagire gli eventi, fa compiere gesti profetici, fa perdere il senso della misura…. insomma trasforma la persona.
E per la seconda volta Gesù corrispose all'amore di Maria difendendola dall'attacco di Giuda.
A questa donna che aveva sfidato ogni regola, aveva superato ogni paura e pregiudizio sociale, che aveva dato con generosità, che sempre aveva anteposto le ragioni del cuore a tutto il resto, che era stata fedele sino alla morte, anzi fin dopo la morte…., è a questa donna che il Signore fa la grazia di diventare annunciatrice dell'evento più strabiliante della storia umana: la resurrezione.
Ed è a questa donna e ai suoi sentimenti che dobbiamo guardare; è a lei che dobbiamo somigliare, a lei che, contro ogni prudenza, per amore si mette in cammino di notte!
Forse come lei i nostri occhi sono incapaci di cogliere i primi spiragli di luce che fanno capolino tra le tenebre in fuga per l'arrivo del "nuovo giorno". Forse Gesù lo teniamo ben chiuso nella tomba del nostro cuore perché non risorga e non ci venga a disturbare. Forse preferiamo la religione delle regole chiare a quella dell'amore e della libertà dei figli. Forse…. Non importa.
Oggi Gesù risorto non pronuncerà il nome di Maria (Gv. 20, 16), lei ormai è con lui.
Oggi Egli pronuncerà il nome di ciascuno di noi perché vuole condividere con noi la gioia della sua vittoria, perché non accetta l'idea che il nostro posto nella casa del Padre rimanga vuoto (Gv. 14,3).
Lasciamoci toccare dal suo amore…. tutto sarà percepito in maniera diversa, nuovi e insospettati orizzonti si apriranno davanti a noi.
Questo è quanto nella preghiera chiedo per me e per ciascuno di voi: possa la luce del Signore risorto travolgere la vita di ciascuno di noi e trasformarci in fedeli partner del suo amore misericordioso.
Con affetto, d. Vito Cicoria

 



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