CINA




Hong Kong, Pasqua del Signore 2003

Carissimi amici
Ora lo sappiamo: la morte, anche se incute timore, ha un significato eccellente! La morte è l’altra faccia della risurrezione e perciò può essere un dono per chi crede (Rom 7,24)! Attraverso di essa conosciamo che la “scena di questo mondo (1 Cor 7,31) – per quanto bella sia – è vana e passa, per tutti; invece ci aspetta il dono di una vita senza limiti. Se la storia di Gesù finisse con le atrocità della pena di morte eseguita con la croce “siamo da compiangere più di tutti gli altri uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti…” (1 Cor 15,19ss.). La risurrezione di Gesù è la prova del dono più rivoluzionario e sconvolgente che l’umanità non abbia mai conosciuto. L’evento della morte e risurrezione di Gesù è davvero la “Buona Notizia” che tutti i popoli gradiscono celebrare con gioia e noi cristiani ce ne facciamo il vanto e l’augurio più bello di questi giorni: “Buona Pasqua”.

Il mio lavoro missionario
Come sapete, il mio lavoro missionario continua ad essere prevalentemente un impegno di testimonianza cristiana tra i cinesi e a fianco di persone con inabilità mentale e fisica; qualcuno è pure abbandonato o orfano. Nel grande continente cinese non c’è ancora piena libertà religiosa e ogni attività e decisione della Chiesa universale viene ancora concepita come interferenza negli affari interni della Cina. Così noi sacerdoti provenienti dall’estero non siamo accolti a celebrare dal lato dell’altare. Però, nessuno ci può proibire la libertà di coscienza e la preghiera dal lato della comunità radunata in Chiesa! Sono moltissimi i cattolici locali e di altre nazioni (Canton è una città di oltre 10 milioni di abitanti ed è un crocevia internazionale del commercio mondiale) che mi vedono in chiesa la domenica e che si sentono provocati dalla mia presenza con i disabili. Così capita spesso che vengono a visitarmi e fanno del volontariato, benefico sia per le persone con handicap, sia per gli operatori che si interrogano spesso sul senso della nostra fede.

L’amore cristiano
La maggior parte delle persone parlano tanto di amore, ma hanno poca costanza. Lo sapete meglio di me che, ai nostri tempi, quanto più si parla di amore tanto meno lo si vive! A volte i sentimenti di amore sono espressi in modo simile a quelli della parola “piacere” e così non stupisce che l’amore duri poco e vada in frantumi come un biscotto! L’amore evangelico, invece, è un’azione che genera una comunione così profonda che nemmeno la morte lo può spezzare. Gesù con la morte-risurrezione ci ha voluto amare così profondamente da darci un segno di unità che porta la creatura a sentire in sé il destino della vita eterna, della vita di Dio. E’ Pasqua.
L’amore cristiano è un amore pasquale! E’ infnito come Dio. Si abbandona anche ai gesti piùassurdi, come quelli della croce; crede e sperimenta il superamento dei limiti con la forza del perdono, dell’abbandono… seme che germoglierà a vita nuova. A volte sembra tutto perso stare con degli handicappati destinati a non recuperare mai più la normalità mentale! Tuttavia la loro risurrezione non sarà diversa dalla mia. Dio, con la sua parola, mi dirà anche ciò che contava di più in questa vita: “Avevo sete e mi hai dato da bere…” , “Vieni nel mio regno”. Queste parola suonano come “buon passaggio” nella terra promessa o “Buona Pasqua”.
Mentre vi scrivo, sto dall’altra parte della terra e guardo lo stesso cielo. Lì si uniscono i nostri sguardi e le speranze, e anche i nostri auguri di una felice Pasqua illuminata dall’evento della risurrezione del Signore.

Fraternamente,
p. Fernando Cagnin
PIME HOUSE, LOT 333
N° 843. Clear Water Bay Road
New Territories




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