RIFLESSIONI IN LIBERTA'


EVANGELIZZARE A BARI NEL 2008: I SEPOLCRI E SAN NICOLA

Il 16 aprile 2008 a Bari nella parrocchia del Preziosissimo Sangue in S. Rocco il gruppo Rallegrati Maria del Rinnovamento nello Spirito ha invitato don Nicola Bux e il parroco don Benedetto Labate a conferire sul tema EVANGELIZZARE A BARI NELL’ANNO 2008. Bari è certamente una città a maggioranza cattolica, ma quanti cristiani davvero vi abitano? Da dove nasce la fede nel cuore delle persone? Gesù dice: “A voi che ascoltate io dico….” (Luca 6 vv.27). E ancora: “Chi ha sete venga a me…” (Giovanni 7 vv. 37). Evidentemente la fede nasce dall’ascolto e il bisogno di ascoltare nasce dalla sete che ogni uomo e donna si porta dentro. Ma domandiamoci anche: la sete è un dono che Dio dà a tutti al momento del parto oppure è un bisogno che nasce solo nel cuore di chi cerca Dio? In ogni caso, la sete è un bisogno stabile o è un bisogno che se non viene alimentato rischia di assopirsi? Ed infine: è scontato che chi ha sete di Dio e di verità vada a dissetarsi in Chiesa? Troppo spesso e superficialmente si ritiene che i rintocchi delle campane domenicali e i film sulla Bibbia trasmessi dalla televisione siano sufficienti a ricordare a tutti che Cristo è morto e risorto per loro. Ma ogni volta che avviene il miracolo di una conversione, Dio ci rivela la falsità di questo presupposto. Ogni neo convertito parla di Gesù come di un uomo-Dio di cui solo lontanamente aveva sentito parlare. Nella vita dei giovani invece molto di più si infiltrano lo yoga, l’esoterismo, la filosofia buddista, la New Age o il cristianesimo fai da te con le statuette di Padre Pio che finiscono a volte anche nelle aule di esame all’università. Per non parlare poi del relativismo imperante e dell’indifferenza galoppante verso tutto ciò che non sia materiale ed immediato. Ecco che Dio ci invita a non addormentarci, a continuare l’annuncio del Vangelo che Lui ha comandato fino alla fine del mondo.

Forme e tecniche di evangelizzazione
Ma come si fa ad evangelizzare? E’ sufficiente la testimonianza personale in famiglia, tra gli amici e nei luoghi di studio e di lavoro? Oppure è necessario anche un annuncio delle comunità, delle parrocchie, dei movimenti ecclesiali? E quali sono le forme e le tecniche di evangelizzazione? Nella cappella dell’Ateneo a Bari i padri gesuiti con l’aiuto di studenti ferventi animano dei momenti di adorazione per gli studenti universitari. Le consacrate di Padre Kolbe negli anni passati hanno fatto un annuncio ad gentes nei dintorni di Piazza Ferrarese invitando i passanti ad adorare il Santissimo Sacramento esposto nella chiesetta di Sant’Anna. Il Rinnovamento nello Spirito a livello regionale ripeterà dall’1 al 10 agosto
l’esperienza dei concerti sulle spiagge e delle adorazioni nelle piazze in alcuni paesi turistici della nostra regione. La comunità di Sant’Egidio è sempre ammirevolmente impegnata nella carità ai più bisognosi e nelle battaglie per i diritti umani. L’associazione di don Ciotti riesce sempre a coinvolgere tanti e tanti giovani nella sensibilizzazione per la lotta alle mafie. Ma i grandi eventi, le grandi missioni sono sufficienti? E i nostri centri storici cosa offrono alla popolazione e ai nostri giovani al di là dei pub? Le feste patronali con quale fascia di popolazione riescono a dialogare? (..ammesso che ci riescano ancora..) I giovani delle periferie che proposte ricevono in alternativa alla parrocchia non sempre attrezzata ad accoglierli? Coloro che non hanno mai adorato Gesù quale angelo caduto dal cielo troveranno che li porti al loro primo piegamento di ginocchia?

 

 

 

 

 


L'animazione in strada

I Sepolcri e San Nicola
Forse basterebbe anche soltanto dare una forza nuova alle occasioni che già abbiamo. Faccio due esempi su tutti:
- il giovedì santo per molta gente è il giorno delle passeggiate per sepolcri mentre i cristiani adorano Gesù vivo e presente nell’Eucarestia. I giovani più entusiasti all’ingresso della Chiesa potrebbero distribuire dei volantini e invitare i passanti a fermarsi in chiesa ad adorare Gesù invece che girare come le trottole nei sepolcri. Perché non aprire delle mostre sulle missioni sparse per il mondo e su alcune iniziative con cui la Chiesa lava i piedi agli uomini e alle donne del terzo millennio?         
- a maggio nei giorni festivi in onore di San Nicola cosa offriamo ai cittadini
baresi oltre alla Santa Messa per i fedeli, e alla coreografia e alle bancarelle di mercato rionale per il resto della popolazione? Perché non approfittare della presenza di 150.000 persone in giro per il centro per tenere le chiese aperte con gruppetti di fedeli che fanno preghiere di lode e sacerdoti disposti a confessare e a dialogare? Perché non distribuire volantini con pensieri biblici riconducibili a San Nicola o brevi episodi della sua vita? Perché non allestire padiglioni per la sensibilizzazione alla donazione del sangue, per l’aborto, per la vocazione al matrimonio cristiano, per la piaga della prostituzione…. Perché non chiedere ai movimenti e ai missionari presenti in diocesi di tenere concerti per i giovani e predicazioni in onore di San Nicola? Perché non associare a San Nicola un impegno e una testimonianza spirituale e sociale? Perché non esporre in padiglioni l’unità nella diversità dei carismi presenti nella Chiesa, come è stato fatto nella galleria allestita in fiera in occasione del Congresso eucaristico nazionale?

Solo la proposta di un incontro forte con il Risorto può risvegliare la sete e suscitare l’ascolto. Solo un invito d’amore e di impegno può abbattere il muro dell’autosufficienza, della sordità, della paura, dell’imbarazzo, delle ferite (subite anche in chiesa), della religione fai da te e del pregiudizio.

 

Filippo D’Alessandro

Coordinatore gruppo “Rallegrati Maria” - RnS