LETTERE DAL MONDO

 

D al Cyberspazio

E-Mail di P. Agostino Clementini
(agostino.clementini@virgilio.it)

Carissimi,
perdonatemi se vi scrivo in blocco. Non è una settimana che sono rientrato (dall'Indonesia) e sto ancora adatattandomi al nuovo clima invernale dai 34° e al nuovo orario con 6 ore di differenza e debbo anche rifarmi dall'emozione dello tsunami, e dall'altro tsunami di messaggi di tanti di voi, ai quali non mi era possibile rispondere nonostante i tanti tecnici del computer e del cellulare. A tutti avevo promesso che mi sarei rifatto vivo al ritorno.
Con questa intendo ringraziare tutti dell'affetto dimostratomi, e con voi ringraziare il Signore. Qualcuno si è preoccupato della mia sorte, ma mentre gli altri 5 hanno avuto almeno il raffreddore, io, il più vecchio, neanche quello. La notte d Natale concelebrai nella parrocchia del Bintaro alla periferia di Giacarta che per la circostanza fu adattata ad accogliere 3500 persone anziché le solite 1000.
Domani debbo rimettermi in viaggio per tre gg. Non sono in grado di raccontarvi di questo straordinario mese che anche voi avete vissuto con tanta trepidazione e partecipazione: immaginate chi ci era in mezzo e lo viveva dall'altra sponda. Qui vi domandavate come aiutare e laggiù discutevano da chi accettare aiuto e a quali condizioni. Potrei scrivere un libro. Vi dico solo un fattarello, sfuggito alla straziante cronaca e alle tante critiche. Nella città di Meulaboh, ad Aceh, nel nord di Sumatra, completamente distrutta c'erano circa 400 cristiani. Volevano celebrare insieme il Natale, ma la cittadinanza, mussulmana integralista, non gradiva questa manifestazione e invitò i cristiani a fare la loro festa fuori città, sulla collina.
I cristiani accettarono malvolentieri, e nonostante il Natale, avevano sentimenti di odio e di vendetta. Finita la festa, si fermarono per la notte. Il mattino seguente, i loro occhi esterrefatti videro quel che sappiamo. Capirono che l'umiliazione subita era per la loro salvezza, ringraziarono Dio e ai pensieri di vendetta sostituirono quelli della pietà per le vittime. E tra i pochi mussulmani sopravvissuti il senso di colpa nei riguardi dei cristiani provocò quello della giustizia di Dio che invita tutti a convivere pacificamente. Nel "Santuario di Lourdes" costruito a Puhsarang (Kediri) a Giawa Orientale....dopo aver pregato la Madonna, notai che sia i cristiani che i mussulmani, bevevano e si portavano a casa l'acqua benedetta. In un tempio buddista, uno striscione augurava Buon Natale a tutti, e in un supermercato frequentato dall' 80% di mussulmani, l'inno Venite Fedeli cantato in latino creava per tutti un'atmosfera natalizia.
Si dice che Dio scrive dritto anche sulle righe storte e che cava il bene anche dal male. Lasciamolo fare e sforziamoci di collaborare.
A risentirci. Mi hanno consigliato a cambiare l' e-mail: ve lo farò sapere.

Ciao a tutti.

P. Agostino