L'INCONTRO CON LA RIVISTA
Caro Mario,
il tuo invito a scrivere due righe per il 20° di Talità Kum mi ruba
momenti preziosi per i 300 miei 'padroni' che sono a servire nelle
corsie di questo ospedale di Imola. Ma lo faccio volentieri perché
ricordando quel primo incontro in un convegno missionario (non ricordo
né dove né quando) durante la mia permanenza negli anni '90 a Taranto,
mi fa tornare giovane e mi ridà l'entusiasmo che non è facile alimentare
diversamente oltre la soglia degli 80.
Mi fu simpatico l'incontro con la rivista anzitutto per il titolo: Talità
Kum è la parola che ogni missionario vorrebbe poter ripetere nei suoi
incontri con quelle società e con quelle persone bisognose di tutto,
sul piano fisico, morale e religioso a cui egli va incontro. E
purtroppo tanto spesso vorrei poterla dire anche presso tanti letti di
questo ospedale. E l'altro motivo di gioia fu di sapere che a ideare e
gestire una rivista missionaria era non un istituto o ente missionario,
ma una famiglia. E il maggior 'conforto' fu quando seppi che questa
famiglia si chiama proprio come il fondatore di noi saveriani Guido
Maria Conforti; Conforti Mario e Rosa e figlie.
Che vi debbo dire? Continuate e rafforzate se possibile il vostro lavoro,
oggi più necessario che 20 anni fa. Proprio qualche giorno fa un signore mi
diceva che la chiesa manda i missionari in Africa a ....distribuire
reggiseni. Di fronte a certe provocazioni faccio fatica a non scoppiare
e mi sono limitato a dirgli: se l'hai visto fare ripetilo pure e sennò
chiedi scusa a tutti i missionari, per la mia esperienza di missionario
in Indonesia ti dirò che nelle isole Mentawai le donne andavano a seno
scoperto, ma i missionari avevano ben altro a pensare di coprirli presi
ad aprire e gestire scuole e ambulatori; quei seni poi erano così
belli che sarebbe stato peccato nascondere un'opera tanto meravigliosa
del Creatore. Le donne presenti risero volentieri e dissero di non aver
mai sentito dire queste cose da un missionario. 'Era ora che le
sentiste' e si chiuse il colloquio. 
Continuatelo voi questo discorso: i missionari danno ben altro che
i reggiseni e il loro numero di martiri si allunga sempre più velocemente.
Ciao, e Buona Pasqua a voi Conforti
e a tutti gli impegnati con voi sul fronte
missionario.
P. Agostino Clementini S.X.
Cappellano precario nell'ospedale di Imola