LETTERE DAL MONDO


ALBANIA


ALBANIA
Gentilissimi Mario e Rosa CONFORTI, e carissimo d. Andrea FAVALE,
Innanzitutto, buona quaresima, per una Santa Pasqua 2012 a voi tutti in diocesi. Vi scrivo nella notte della domenica della quarta domenica di quaresima. Oggi, il Signore, in questa "Domenica della Gioia" mi ha dato uno spirito meraviglioso per annunciare ai miei parrocchiani, che insieme a tutta la Chiesa, stiamo camminando verso la Pasqua di Cristo Risorto, la nostra vera gioia. Nella lettura del Vangelo, leggevamo che Dio Padre, tanto ha amato questo mondo,e nella sua misericordia e nel suo infinito amore, ci ha inviato Suo Figlio Gesù Cristo per la nostra salvezza. Quante volte ho ripetuto: "Rallegriamoci! Il nostro cuore sia pieno di gioia! E' vero! Dio Padre ci invia il Salvatore, che offre la sua Vita per noi in Croce, ma risorge dalla morte. Come dice san Paolo, con Lui moriamo e con Lui risorgiamo! Per questo, prepariamoci a celebrare la festa solenne della Santa Pasqua. Ma per vivere questa festa, ho invitato tutti, a celebrare in questo tempo il sacramento della penitenza per rinnovare il nostro pentimento attraverso il perdono dei nostri peccati. La nostra gioia è Cristo, vittima di salvezza per tutti noi e misericordia di Dio Padre! Non c'è altra sorgente di gioia! Pane, lavoro, famiglia, soldi, sport, idoli vari! Solo la fede in Cristo crocifisso, ma risorto, è la vera sorgente di salvezza. Gesù Cristo, è vero Dio e vero Uomo. Ma spesso i miei parrocchiani, a causa della dittatura del regime comunista, credono, sì, in Dio, ma in un dio astratto, generico. In un Dio che credono tutti gli uomini! Non sempre nella Persona divina ed incarnata di Gesù Cristo, la seconda Persona della Trinità. Gesù, nel Vangelo di san Giovanni, insisteva: "Chi crede in me si salva. Chi non crede in me, si condanna". Professiamo la nostra fede in Gesù! Bene! Non volevo scrivere la mia predica, ma trasmettervi, la forza di gioia che ha mi donato il Signore in questa 4° domenica. Spero di conservarla e custodirla nel cuore, per celebrare con fede la Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Sono rimasto un po' sorpreso, da questa carica di gioia che scaturiva dalle letture! Anche, perchè non sto vivendo nella gioia, a motivo di un periodo difficile del mio impegfno pastorale, o almeno quello che il demonio mi fa vedere! Ma ho scoperto una verità per la mia vita, che per poter risorgere dall'abisso delle tenebre e degli inganni del demonio, è necessario la kenosi, sperimentare l'abbassamento e annullamento di se stessi, così come afferma san Paolo, per compiere fino in fondo la volontà di Dio Padre. Mi spiego, facendovi un esempio concreto!


I fratelli e le sorelle della Comunità Parrocchiale Koder Derven, Albania

Dopo le festività di Natale e prima che incominciasse, con il mercoledì delle ceneri, la santa quaresima, con i bambini del catechismo, in collaborazione degli animatori, del mio gruppo di adolescenti, abbiamo programmato alcune giornate di festa ed attività sportive, all'aperto, anche se faceva un freddo terribile. Una cinquantina di bambini e ragazzi. Meraviglioso! Tre giorni di giochi ludico-sportivi. In sostituzione del "carnevale" che grazie a Dio, qui in Albania, non ha trovato... cittadinanza. La mia intenzione era quella di offrire ai ragazzi, momenti di festa, prima del tempo di digiuno, elemosina e preghiera della quaresima. Ma come avviene in tutte le parti del mondo, i ragazzi, nella loro animosità per conquistare la vittoria per la propria squadra, durante i giochi litigavano spesso fra di loro, perchè si accusavano che non rispettavano le regole del gioco. Fino a quando, costatando che i ragazzi continuavano a beccarsi l'uno con l'altro, mi è sembrato opportuno terminare al terzo giorno le attività sportive, in anticipo, ammonendoli e dando loro necessarie spiegazioni, invitandoli a riconoscere i propri errori ed accettare che nel gioco non sempre si vince. A volte si perde, anche a causa di errori arbitrali. I ragazzi accettano il rimprovero, ma rimangono dispiaciuti perchè non faccio svolgere il torneo di calcio, previsto, ma solo una partita di pallavolo per gli animatori. Mi sembra, tutto normale. Invece no! I ragazzi prendono, da soli, un'iniziativa. Una specie di ammutinamento. Poiché il parroco non ci ha fatto giocare a calcio, non andremo agli incontri del catechismo, la domenica a messa, parteciperemo in pochi. Così avviene! Inizialmente ho pensato che è dovuto a causa della morte di due anziani del villaggio, in cui tutti partecipano al funerale. In seguito mi dicevo che erano condizionati dalle scelte dei genitori, che non permettono a loro figli di partecipare alla santa messa nel giorno di domenica. Occupano questo giorno di festa, secondo le tradizioni che hanno vissuto ed acquisito durante il regime comunista e anche se sono passati venti anni, non riescono a rinnegare e a cambiare. Ma poi, quando la settimana successiva, al catechismo, partecipano solo due bambine, allora vado in tilt. Non capisco che cosa era successo! Nonostante li andavo a trovarli a scuola, e li invitavo a non mancare agli incontri, continuano a partecipare in pochi. Scopro che alcuni di ragazzi, invece di venire a catechismo, organizzavano partite di pallone! Vogliono essere bravi calciatori e non si preoccupano di essere bravi cristiani? Finalmente viene fuori la verità. Qualcuno trascina gli altri in questa assurda situazione e quindi si sono condizionati fra di loro. Ma grazie a Dio tutto sembra che stia ritornando alla normalità.


Matrimonio di sposi albanesi,
Koder Derven, Albania

Quante cose bisogna imparare nella vita di pastore delle pecore, che spesso, non obbediscono!! Ma per fortuna, la tentazione dell'opera del demonio non dura molto. Finalmente, dopo due settimane, la maggioranza dei ragazzi sono ritornati a catechismo. Allora mi propongo una riflessione. Ho sbagliato tutto? Sono un pessimo catechista, oltre che parroco? O forse no!! Di certo ho vissuto una seria crisi pastorale. Ma Dio Padre, vedendomi prostrato nel mio problema, non ha tardato a consolarmi, con un altro impegno pastorale, in cui un gruppo di adolescenti, giovani e di adulti, partecipavano, per due mesi, con entusiasmo, gioia e assiduità agli incontri di catechesi di iniziazione cristiana, per un serio cammino di fede. Proprio oggi ho finito un ritiro con loro e vi dico che sono molto consolato. Benedetto sia il Signore, che nell'angoscia, non mi ha fatto mancare il suo amore e la sua grazia. Allora, mi sono detto, d. Carmine, convertiti! Non annuncia solo agli altri, ma anche a te stesso, la conversione. Preghiera, digiuno ed elemosine, sono le armi che la Chiesa mi ha consegnato, e che spero mi aiuteranno a camminare verso la Pasqua di Risurrezione del Suo Figlio Gesù Cristo e ritrovare la gioia pasquale che le letture di questa domenica mi suggerivano. Pregate per me, che sono un peccatore. Auguro a tutti voi, della diocesi, a voi Mario e Rosa, a d. Andrea e in particolar modo al nostro Arcivescovo S. E. Mons. Francesco CACUCCI, (che spero si ricorderà di noi missionari, durante la celebrazione del Giovedì Santo), una santa e gioiosa Pasqua di Risurrezione in Cristo Gesù. Auguri di cuore,

don Carmine LEUZZI
Missionario in Albania.