LETTERE DAL MONDO



 

LA TENDA DI ABRAMO FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA CHIESA DEL CIAD
Ho lasciato Bari nel mese di ottobre del 2015. Sono partito da Parigi per raggiungere questo paese, il Ciad.
I primi mesi ciadiani sono trascorsi serenamente. Guardandomi intorno, mi riferisco soprattutto alla “Tenda di Abramo”, mi sto rendendo conto che offre notevoli possibilità, soprattutto in un paese come il Ciad, in lenta e faticosa ripresa.
La tenda di Abramo è un luogo in cui cerchiamo il dialogo tra cristiani e musulmani. Grazie al fatto che conosco la lingua araba mi dedico al dialogo cristiano islamico.

La capitale, l'antica Fort Lamy dal nome dell'ufficiale francese che vi arrivò nel 1899, oggigiorno N'djamena (che in arabo ciadiano significa “luogo dell'albero”) è una città di circa un milione di abitanti, carrefour del paese, luogo di incontro commerciale, politico e religioso.

: “Simbolo della ‘Tenda di Abramo’ – Chiesa del Ciad – Africa Centrale”


In dicembre, nella seconda domenica di avvento, ho partecipato alla vita della parrocchia “Santa Giuseppina Bakhita”. Per un “vecchio” sudanese come me, è stata una bella sorpresa sapere che una parrocchia del Ciad è intitolata a una santa sudanese. Un’ottantina di adulti e giovani hanno ricevuto il sacramento della confermazione per le mani del vescovo mons. Alfredo Karamba. È stata una festa: i canti, le danze, la preghiera hanno accompagnato i cresimandi e tutta la comunità. Il parroco é un sacerdote fidei donum fiorentino, p. Gerardo. Vive in Ciad da diversi anni dove ha svolto vari servizi pastorali prima di essere parroco a santa Giuseppina.
La nostra presenza nel quartiere musulmano di N'djamena è un piccolo segno di quella riconciliazione, convivenza pacifica cosi faticosamente raggiunta dal paese. Tant'è che annualmente si tiene la “Giornata per la convivenza e la pace”. Nel 2015 si è tenuta il 12 dicembre.
Come “Tenda di Abramo” credo che sia importante non rimanere chiusi su se stessi. Oggigiorno la situazione generale del paese è favorevole all'incontro, alla conoscenza, allo scambio.
Il paese è in prima linea, meglio dire sulla linea di fuoco, nella lotta al terrorismo fanatico. I ciadiani hanno un grande timore che degeneri in violenze incontrollabili. Per il momento sono abbastanza forti e uniti: cristiani, musulmani e animisti. Mi sembra che ci sia in tutti una chiara coscienza che con la pace si può tutto mentre con la guerra si ottengono solo morte e distruzione.
Personalmente sono felice di essere qui dando il mio contributo di collaborazione nell’amicizia. Ormai la luna di miele è prossima alla fine!!! Il risveglio non sarà brusco o traumatico perché credo, come lo credeva san Daniele Comboni, che il Ciad e  l'Africa intera si salva, o meglio si rigenera, con l’impegno di tutti. Grazie ai suoi abitanti ma anche grazie ai missionari e alla solidarietà di tutta la Chiesa compresa quella di Bari.

“Fratel Gonzales nel centro ‘La tenda di Abramo’ ”

Insieme a quanti amano la vera pace, segno di quel Regno di giustizia e di fraternità che si costruisce giorno dopo giorno nella ricerca del bene comune.
Vi terrò informati sulle attività della “Tenda”, sperando ed auspicando in una stretta collaborazione con la chiesa di Bari e con il Centro Missionario Diocesano.
Dai miei confratelli che attualmente vivono accanto a voi a Bari, p. Nicola, p. Ottavio, p. Palmiro e p. Giuseppe, potete ricevere ulteriori notizie.
Nei tre anni che ho vissuto a Bari ho incontrato molte persone e molte realtà particolarmente nel campo associativo e scolastico. A tutti un abbraccio.
La missione è bella. Fatene la prova e ve ne renderete conto.

Fratel Enrico Gonzales
Missionario comboniano