IL PELLEGRINAGGIO-MISSIONE A SIDNEY IN AUSTRALIA NELLA XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' (14-21 Luglio 2008)

 


Mi trovavo da una settimana a Bari, per trascorrere un periodo di riposo, insieme a mia madre ed ai miei familiari. Inaspettatamente, un giorno, mi telefona un sacerdote: "Avevo programmato di partire per Sidney, insieme ai giovani dei gruppi diocesani e delle comunità neo-catecumenali della Puglia. Ma devo ricoverarmi in ospedale per operarmi con urgenza! Ti chiedo, se mi puoi sostituire ed accompagnarli tu? Dio ha provveduto per le tue spese!". Questa richiesta era una chiamata di Dio! Il pellegrinaggio a Sidney sarebbe stata una impegnativa missione per annunciare gratis il Vangelo della salvezza e della speranza per ogni Uomo che crede in Cristo Gesù. Saremmo stati sostenuti soltanto dalla grazia dello Spirito Santo di Dio Padre, che era il tema della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino ai confini della terra!" (At. 1,5) Ho accettato con gioia! Mi sono fornito di un sacco a pelo e di un abbigliamento adeguato poiché in Australia era inverno!

La partenza per Sidney
Venerdì 11/7/2008 abbiamo celebrato la liturgia penitenziale. Era evidente dai nostri volti il timore per questa avventura! Ma, nei nostri cuori, tutti eravamo pieni di entusiasmo, pronti a donare e a rischiare la nostra vita per annunciare la Buona Notizia ai giovani australiani e a tutti coloro che avremmo incontrato. Siamo partiti per Roma per prendere l'aereo per Sidney il sabato. Con noi hanno viaggiato molti vescovi e cardinali. Dopo aver fatto scalo a Bangkok, in Tailandia, siamo partiti per Sidney. Ed era domenica mattina, giorno del Signore! Il comandante dell'aereo è stato molto felice di metterci a disposizione un angolo dell'aereo, per celebrare la santa messa ad un'altezza di 12.000 metri da terra.
Appena giunti a Sidney, abbiamo trascorso la prima notte in un grande albergo, per trasferirci nei giorni successivi nelle palestre e nelle aule di una scuola elementare in una città in periferia di Sidney. Dormivamo con dei sacchi a pelo, per terra. Mentre per colazione, pranzo e cena abbiamo sempre mangiato panini, succhi di frutta e zuppe. Come ci mancava pizza e spaghetti.
Il giorno di lunedì 14 luglio iniziava la nostra vera missione, partecipando insieme a tutti i giovani pellegrini di tutte le diverse nazioni alla santa messa di inaugurazione, presieduta dal Cardinale della diocesi di Sidney.

Il "paradiso terrestre" dei giovani australiani
Ci sono stati sufficienti pochi giorni per conoscere la realtà e lasituazione dei giovani australiani, che incominciavamo a incontrarli e a dialogare con loro. Ci siamo resi conto, ben presto, che il loro sistema di vita, tecnologico, moderno e all'avanguardia in Australia, per la popolazione e in particolar modo per i giovani, è "il paradiso terrestre", che molti giovani, in molte nazioni del mondo, come l'Italia, l'Albania, dove sono missionario diocesano, avrebbero desiderato di vivere e di sognare. Infatti, percorrendo a piedi o con i mezzi pubblici, le strade della città, splendida nei suoi palazzi e nelle opere d'arte, si notavano luoghi di aggregazione, campi sportivi, palestre e discoteche.
Quando poi abbiamo incominciato ad annunciare nei locali, nelle piazze e nelle strade, la Buona Notizia, molti dei giovani australiani che incontravamo ci rispondevano: "Non ci interessa la fede! Non c'è spazio per Dio nella nostra vita! Non andiamo a messa! Quello che ci annunciate non ci interessa! Che cosa è il peccato? Abbiamo tutto, per essere felici! Studiamo, lavoriamo dal lunedì al venerdì sera. Poi, dal sabato alla domenica, viviamo negli alberghi, con discoteche, sport, soldi ed ogni divertimento! Perché siete venuti? Quale messaggio di vita viene dalla vostra cultura di fede?"

Il deserto spirituale
Quanta miseria spirituale! Affermavano di essere felici su questa terra! Ma, perché ci rifiutavano e ci deridevano, a gloria di Dio? Perché non accoglievano un messaggio di conversione? Se lo studio, il lavoro, i soldi, lo sport, la discoteca erano la pienezza di felicità perché la droga, l'alcol e tanti suicidi nei giovani? Non si accorgevano che distruggevano se stessi, i loro sogni, i loro ideali, il loro futuro, ma anche le radici della fede cristiana, trasmessa dai genitori, i valori morali, sociali e religiosi, la famiglia, la vita di coppia e il matrimonio?
Adesso diventava chiaro dentro di noi perché il Santo padre ci aveva invitati in Australia! Ricondurre questa generazione alle radici della fede di Cristo, Signore Risorto, a guardare al cielo; riscoprire la vita eterna, il vero paradiso! A non lasciarsi ingannare dalle false prospettive del "paradiso terrestre", a cercare di fruttificare i talenti a servizio degli altri e per il bene dell'umanità.

Il vero paradiso
Nella veglia del sabato 19 e nell'Eucaristia, presieduta domenica 20 luglio dal Papa Benedetto XVI, all'ippodromo di Randwick, in Sidney, erano presenti più di 350 mila giovani! Vi erano australiani, credenti e non, atei e altri giovani che erano arrivati da tutte le parti del mondo. Si respirava un'altra dimensione di vita e di fede!
Il Papa, durante l'omelia, ci consolava, ci illuminava e ci incoraggiava: "...In questi giorni, sono venuto, come successore di San Pietro, in questa stupenda terra d'Australia, a confermare voi nella vostra fede e ad aprire i vostri cuori al potere dello Spirito di Cristo e alla ricchezza dei suoi doni... Cari giovani amici, il Signore vi sta chiedendo di essere "profeti di questa nuova era, messaggeri del suo amore", capaci di attrarre la gente verso il Padre e di costruire un futuro di speranza per tutta l'umanità. Il mondo ha bisogno di questo rinnovamento! In molte nostre società, accanto alla prosperità materiale, si sta allargano il deserto spirituale: un vuoto interiore, una paura indefinibile, un nascosto senso di disperazione. Quanti dei nostri contemporanei sono come cisterne screpolate e vuote (Ger. 2,13), in una disperata ricerca di significato, di quell'ultimo significato che solo l'amore può dare? Questo è il grande e libero dono che il Vangelo porta con sé. Esso rivela la nostra dignità di uomini e donne creati ad immagine e somiglianza di Dio.... Che ciascuno di voi sia rinnovato nello spirito della sapienza e dell'intelligenza, lo spirito del giusto giudizio e del coraggio, lo spirito della conoscenza e della pietà, lo spirito della meraviglia e del timore alla presenza di Dio!".
Ripieni della grazia dello Spirito Santo, siamo ripartiti da Sidney, per ritornare nei nostri luoghi di vita, sicuri che questa esperienza ci ha sigillato nel fuoco e luce del dono e grazia della Spirito Santo di Dio.

Don Carmine Leuzzi
Parroco missionario diocesano in Albania