CHIESA E MISSIONE

ARCIDIOCESI BARI-BITONTO

DON FRANCO RICCI, MISSIONARIO DA SEMPRE

Il 19 giugno, 27° anniversario del suo martirio in Etiopia

Don Franco Ricci (Bari 1948 – Awassa, Etiopia 1992) ed il sottoscritto, ambedue seminaristi di teologia negli anni ’70, non eravamo “amici per la pelle”, per dirla con un eufemismo. Lui, vocazione adulta, mi precedeva di un paio di anni nel cammino verso il sacerdozio ed io, lo confesso ora con dispiacere, non partecipai alla sua ordinazione sacerdotale, avvenuta il 4 ottobre 1975. Ma, già dalla settimana successiva, il nostro rapporto cambiò totalmente e per sempre.
Infatti, non appena l’arcivescovo di Bari, p. Anastasio A. Ballestrero gli conferì il mandato di vicario cooperatore (vice-parroco) presso la parrocchia S. Nicola in Mola di Bari, comunità che mi ha generato alla fede e presso la quale svolgevo la mia attività pastorale come seminarista di teologia, don Franco mi contattò senza indugio, chiedendomi di facilitargli la conoscenza della stessa. Nell’incontro che seguì, fui molto sorpreso per la fiducia che mi accordava immeritatamente; per di più, mi lasciò parlare a ruota libera, manifestando una capacità di ascolto non comune e la disponibilità reale ad accogliere alcune mie proposte pastorali.

Iniziava così la nostra amicizia, che si consolidò negli anni successivi, fino al suo martirio in Etiopia (1992). Ma procediamo per gradi. Nonostante la sua permanenza a Mola sia durata un soffio, un anno appena, almeno un episodio merita di essere segnalato per la sua dimensione “missionaria”.
Non disponendo di una dimora in loco, e desiderando comunque abitare a Mola per essere pronto a qualsiasi evenienza legata al ministero sacerdotale, don Franco chiese ospitalità presso la comunità molese dei Padri Vocazionisti. Don Ricci scelse, però, di condividere solo il vitto nella fraternità sacerdotale, poiché volle abitare presso la casa di un anziano solo ed allettato (tale Antonio Mangini, vedovo da qualche anno), che prese a cuore anche come buon samaritano, dopo averlo frequentato più volte come Pastore per la confessione e la santa Comunione. Il suo nobile gesto alimentò l’amore per gli anziani e gli ammalati in diversi giovani molesi. Don Franco mi ha ripetuto più volte che questa esperienza ha alimentato la sua vocazione missionaria “ad gentes” (1982 – 1992) in Africa, ove è stato inviato dalla Diocesi barese come sacerdote “Fidei donum” presso la Diocesi di Awasa, nella regione del Sidamo, in Etiopia.

Gli anni della sua permanenza in Africa hanno accresciuto la nostra amicizia, che si esprimeva particolarmente in occasione dei suoi brevi rientri in diocesi: per suo espresso desiderio dovevamo recarci assolutamente da Bruno, co-gestore del ristorante “La Lampara” in Mola di Bari. A tavola mi confidava con semplicità le dure problematiche di missionario in un contesto di difficile convivenza con i Padri con cui condivideva l’esperienza di annuncio e di promozione umana. Posso testimoniare, in ogni caso, che la serenità e la fiducia totale in Dio, appena scalfite in alcuni momenti di particolare difficoltà, costituivano l’orizzonte e lo stile della sua perseveranza e del suo immutato entusiasmo nella Missione, scelta in piena fede e libertà.

In quel fatidico venerdì 19 giugno 1992, quando gli fu chiesto dal Signore di donare la vita per il popolo della Terra che egli amava come se stesso, mentre noi sacerdoti della diocesi assieme all’arcivescovo eravamo a Cassano Murge per celebrare la Giornata Sacerdotale annuale, toccò al sottoscritto sollevare la cornetta del telefono che ormai squillava da lungo tempo ed apprendere con incredulità da un testimone oculare quanto era accaduto poche ore prima a migliaia di chilometri da Bari. Trafelato, mi misi alla ricerca dal Padre arcivescovo mons. Mariano Magrassi, al quale riferii ciò di cui ero appena venuto a conoscenza. L’immediata preghiera del presbiterio diocesano fu la prima carezza per l’amato don Franco.

Ho pregato finalmente sulla sua tomba nel febbraio del 2013, durante la mia visita in Africa ai successori di don Franco Ricci: don Leonardo D’Alessandro e don Vito Cicoria. Ancora oggi – ci diceva il vescovo della diocesi di Awassa in Etiopia, mons. Giovanni Migliorati – non conosciamo il perché di quell’agguato mortale di ventisette anni fa. Ma tutti noi sappiamo con certezza che la vita donata da don Franco, missionario martire della nostra diocesi di Bari-Bitonto, è seme di nuovi missionari del Vangelo.

Don Ambrogio Avelluto
Parroco alla Mater Ecclesiae – Bari