RIFLESSIONI IN LIBERTA’

 

Bridge of Peace – Ponti di Pace
Convegno internazionale a Bologna della Comunità di Sant’Egidio
di Marco Pesola*


Si è svolto a Bologna dal 14 al 16 ottobre 2018 il Convegno Internazionale sul tema “Ponti di Pace” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la diocesi di Bologna.
In continuità con lo storico incontro di Assisi del 1986 promosso dal Papa Giovanni Paolo II e dalla Comunità di Sant’Egidio si sono incontrati a Bologna circa 300 capi religiosi e politici provenienti da tutto il mondo.
Vedere riuniti sul sagrato del maestoso Duomo di San Petronio tutti questi rappresentanti ha suscitato un’enorme emozione nei presenti e nei mass media che ne hanno ripreso e trasmesso le immagini. Bernice King, Pastore Battista, figlia del grande Luther, ha parlato in questo scenario dell’importanza di coltivare il grande sogno del padre estendendolo a tutte le nazioni e i popoli del mondo. “We have a dream… “è risuonato più volte nella piazza e nei cuori delle migliaia di presenti e partecipanti al convegno.


Il Convegno è iniziato con le relazioni iniziali svolte nella serata inaugurale alla Fiera di Bologna, dopo la lettura del messaggio di Papa Francesco, dal Fondatore di Sant’Egidio Prof. Andrea RICCARDI e dal Presidente Marco IMPAGLIAZZO, nonché dalla prolusione del Cardinale Arcivescovo di Bologna Matteo ZUPPI nella quale ha sottolineato come Bologna diventi in questa occasione “capitale della pace” e da cui nasce “un movimento di pace che cresce e si sviluppa nel mondo”.
Nei due giorni successivi si sono svolte le varie sessioni e “panel” (conferenze-dibattiti) durante i quali i relatori ed esperti hanno fornito notizie e testimonianze su varie problematiche ed i partecipanti hanno potuto porre domande o portare ulteriori contributi al dibattito. I 34 panel per la molteplicità degli interventi, la conoscenza e la ricchezza degli approfondimenti sul piano politico, economico, religioso e teologico di altissimo livello, hanno destato partecipazione ed entusiasmo in tutti i partecipanti, espresso infine con grande coralità nella Preghiera per la Pace nella serata conclusiva.
La parola più significativa e carismatica del Convegno è stata ovviamente “dialogo” che ha trovato declinazione negli interventi di esponenti ai massimi gradi delle varie confessioni e del mondo politico ed economico, oltre che di persone impegnate nei movimenti di liberazione e difesa dei diritti umani. Si possono citare solo i più significativi ed importanti. Per il mondo islamico quali il Grande Imam di Al-Azhar al Cairo, Ahmed al-Tayyeb, il Grande Imam della Moschea di Laore in Pakistan Azad Muhammad Abdul Khabir, Masud Muhammad Khalid, Membro della Corte Suprema del Pakistan.
Per il mondo ebraico il Rabbino Capo di Francia Haim Korsia, quello del Belgio Albert Guigui e quello di Roma Riccardo Di Segni. Il mondo Ortodosso era rappresentato fra gli altri da Antonij, Arcivescovo del Patriarcato di Mosca, dal Metropolita Aphrem II Ignatius, Patriarca Siro ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, da Athanasios, Metropolita della Chiesa di Grecia, da Maximos Metropolita di Svizzera del Patriarcato di Costantinopoli, da Hrizostom Metropolita Serbo Ortodosso di Serajevo e da Theodoros II, Papa e Patriarca di Alessandria e di tutta l’Africa.
Le religioni orientali avevano una nutrita rappresentanza fra cui Dasa Chanchalapathi, Indu Vice presidente di AKSHAYAPATRA Foundation, India, Hozumi Gensho monaco Buddista Rinzai Zen dal Giappone.
Le religioni riformate hanno visto la partecipazione di esponenti di alto livello e porporati fra cui Jürgen Johannesdotter Vescovo Luterano dalla Germania, François Clavairoly Presidente della Federazione Protestante di Francia, Paul Butler, Vescovo di Durham, Chiesa d’Inghilterra, Eugenio Bernardini Moderatore della Tavola Valdese, Italia e dagli USA Brian C. Stiller, Global Ambassador dell’Alleanza Evangelica Mondiale.
La Chiesa Cattolica, oltre alla Presenza del Cardinale di Bologna ZUPPI e di Mons. Paglia, Presidente della Pontificia Accademia della Vita, legato alla Comunità di Sant’Egidio fin dalle origini, ha visto la partecipazione qualificata di molti laici, fra cui Romano Prodi, Giuseppe De Rita e Marco Tarquinio, e di molti Vescovi da tutto il mondo fra cui Butros Marayati, Arcivescovo di Aleppo degli Armeni Cattolici, di Vinko Puljic Cardinale Arcivescovo di Vrhbosna-Sarajevo, di Walter Kasper Cardinale Presidente Emerito del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, Santa Sede, e della testimonianza significativa del Vescovo di Haimen in Cina Joseph Shen Bin che è intervenuto anche nella cerimonia finale, dopo Bernice King, sottolineando le difficoltà, ma anche le speranze dei cattolici cinesi e i progressi fatti in vista di una visita del Papa in Cina a seguito dei grandi sforzi di dialogo delle due parti, la Cina e la Santa Sede, dopo la firma dell’accordo sulla nomina dei vescovi per integrare pienamente la Chiesa cinese nella Chiesa universale.
Papa Francesco nel suo messaggio di augurio letto nella seduta inaugurale, ha ricordato l’importanza del primo incontro del 1986 ad Assisi, ma anche affermato come “…da allora, gli scenari della storia sono ampiamente mutati, spesso in maniera drammatica; questi, incontri sono invece rimasti, come un filo rosso che lungo gli anni testimonia la continua necessità di implorare insieme, senza stancarsi, il dono della pace” … “Non possiamo rassegnarci al demone della guerra, alla follia del terrorismo, alla forza ingannevole delle armi che divorano la vita. Non possiamo lasciare che l'indifferenza si impadronisca degli uomini, rendendoli complici del male, di quel male terribile che è la guerra, la cui crudeltà è pagata soprattutto dai più poveri e dai più deboli. Non possiamo sottrarci alla nostra responsabilità di credenti, chiamati, a maggior ragione nell'odierno villaggio globale - ed ha proseguito con un invito - a coinvolgere, in maniera audace, i giovani, perché crescano alla scuola della pace e diventino costruttori ed educatori di pace. In questi giorni la Chiesa Cattolica si interroga in modo particolare sulle giovani generazioni. Il mondo che abitano appare spesso ostile al loro futuro e violento con chi è debole: Molti non hanno ancora visto la pace e tanti non sanno che, cosa sia una vita dignitosa. Come credenti, non possiamo che avvertire l'urgenza di cogliere il forte grido di pace che si leva dai loro cuori e di costruire insieme quel futuro che a loro appartiene. Perciò è necessario costruire ponti tra le generazioni, ponti sui quali camminare mano nella mano e ascoltarci.”
E’ stato proprio questo il significato più profondo dell’incontro Bridges of Peace di Bologna concluso sulle note intramontabili di “…c’era un ragazzo che come me” cantate da Gianni Morandi sul sagrato di San Petronio con l’appuntamento fra un anno a Madrid nello “Spirito di Assisi”.


*Membro della Comunità di Sant’Egidio di Bari – Già Preside nelle Scuola Secondarie Statali