RIFLESSIONI IN LIBERTA’

 

Carcere ed Ecumenismo
di Filippo D’Alessandro*

Nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, Gesù lega fortemente l’annuncio della salvezza all’unità dei sui discepoli. Non è sufficiente essere credenti. Bisogna essere anche credibili. I cristiani sono credibili soltanto se in continua ricerca di dialogo e di collaborazione.
Con questo spirito in Puglia il Rinnovamento nello Spirito ha promosso una serie di incontri da metà febbraio ai primi di aprile con circa 20 detenuti presso la Casa Circondariale sita a Bari in Corso Alcide de Gasperi, 307. Il tema degli incontri sono stati i seguenti:
1. il “destino” e la Provvidenza nella vita di ogni uomo
2. il perdono e la guarigione del cuore
3. il perdono e la guarigione delle relazioni
4. la preghiera come dimensione intima del cuore
5. il mistero della morte e dell’eternità
6. vita come progettualità e vocazione

L’equipe è stata composta da Filippo D’Alessandro, delegato regionale per l’ambito ecumenico, Paolo Rossignuolo, delegata regionale per l’evangelizzazione, dal Pastore Gianni Caito della Chiesa evangelica Bethel di Bari e dal Pastore Giuseppe Ronchi della Chiesa pentecostale Pieno Vangelo di Modugno (BA).
Abbiamo vissuto un’esperienza difficile e toccante al momento stesso. I detenuti sono stati molto contenti sia nell’affrontare i temi proposti sia nel pregare con noi. Tra i detenuti, in maggioranza italiani, abbiamo incontrato anche ragazzi provenienti dal Marocco e dalla Romania. Tra loro anche due musulmani. Ma anche questi ultimi hanno mostrato interesse e partecipazione.
Alcuni ci hanno confidato la loro disperazione: “noi desideriamo cambiare il nostro stile di vita ma quando usciremo di qui dove troveremo lavoro?”. Parlando con loro abbiamo sentito vivo il problema dell’inserimento sociale di chi sconta una pena carceraria e abbiamo ringraziato il Signore per l’opera compiuta dalla Fondazione don Sturzo. Nel cuore della Sicilia, appena fuori Caltagirone, un fondo di 40 ettari donato alla Diocesi dalla famiglia di don Luigi Sturzo, è divenuta fonte di speranza per centinaia di detenuti. Qui, dei detenuti prossimi alla fine della pena sono ospitati, insieme alle loro famiglie, per partecipare a un programma di reinserimento sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista spirituale. E’ stato bello far conoscere ai Pastori Caito e Ronchi la bellezza di quest’opera così concreta e così attuale.