VITA DIOCESANA

 


 Dalle Missionarie dell'Immacolata Padre Kolbe in Bari:
LA TESTIMONIANZA DI SUOR ERCOLINA

Mi chiamo Ercolina, sono una missionaria dell'Immacolata Padre Kolbe. Un patrono definito da Giovanni Paolo II “dei nostri difficili tempi”. Ha dato la sua vita per salvare un padre di famiglia ad Auswitz in Polonia nella nostra Europa. Ha vissuto le parole di Gesù: “Non c'è amore più grande che dare la vita per i propri amici”.
Da 38 anni faccio parte di questo istituto, di natura missionaria e ho creduto all'invito di Gesù: Andate... e credo che la Chiesa esiste per annunciare a tutti gli uomini che Dio c'è, che è amore, ci vuole bene e ci vuole felici.
Ancora oggi il Papa Benedetto 16° ci dice che l'evangelizzazione è come un albero che ha due rami: a) Un ramo è la missione Ad Gentes; l'annuncio a tutti coloro che per vari motivi non hanno avuto la possibilità di conoscere la persona di Cristo e il suo mesaggio di salvezza.
b) e l'altro ramo la “Nuova evangelizzazione orientata principalmente, alle persone che pur essendo battezzate vivono senza fare riferimento alla vita e prassi cristiana.
Avevo 20 anni quando ho preso più coscienza che evangelizzare è l'azione principale della Chiesa leggendo il Vangelo degli Atti degli Apostoli.
Dopo aver conosciuto la vita, la morte, la resurrezione di Gesù, la buona notizia del Vangelo non posso tenerla solo per me ma devo trasmetterla agli altri, a tutti quelli che incontro.
Ho sperimentato in questi anni sia come missionaria ad Gentes sopra tutto in America Latina, e come missionaria in Europa, Polonia ed Italia che per evangelizzare è necessario prima essere evangelizzati cioè fare esperienza di Dio, del suo amore, avere fiducia in Lui che è stato presente nella mia storia.
Certamente la prima evangelizzazione l'ho ricevuta nella mia famiglia. Non potrò mai dimenticare la figura della mamma quando pregava. La generosità di mio padre nella sua accoglienza verso tutti.
Poi mi ha evangelizzato la Parrocchia. Il sacerdote che visitava gli ammalati. Presente negli eventi tristi e gioiosi delle famiglie.
Ho sperimentato la Chiesa, la casa di Dio come famiglia. Questo mi ha permesso dare dei passi nella fraternità, nella condivisione e nella solidarietà. Non è semplice superare il naturale egoismo. Poi entrando in un Istituto Mariano-Missionario ho alimentato di più la vita dello spirito. Comunione – Preghiera – Lettura della Parola di Dio. Ho sperimentato che solo la conversione fa diventare carne il cuore di pietra.
Ispirandomi ai valori evangelici, essenzialità, umiltà e il vuoto si è trasformato in gioia, in esercizio di carità quando parlavo ai bambini nella catechesi, o con le famiglie o nelle missioni parrocchiali.
Per me è importante sottolineare questo imperativo di Gesù: “Andate... evangelizzate” in ogni luogo, in ogni angolo della terra, perché evangelizzare non è un programma, ma un modo diverso di vedere e di agire, diverso da come lo intende il mondo.

Da poco mi trovo a vivere a Bari e vedo la situzione in cui si trovano molte persone, vedo la crisi di fede, vedo la secolarizzazione, vedo persone che provengono da paesi diversi con credi diversi. La loro presenza mi interpella, mi invita a verificare la mia fede e la mia disponibilità a evangelizzare. La loro presenza la considero un dono prezioso, un'opportunità per evangelizzare ma anche per essere evangelizzata. Mi dà tanta testimonianza una signora Filippina nel suo comportamento.
E voglio sintetizzare le 3 qualità che accompagnano il nostro essere battezzati:

  1. Il coraggio
  2. La comunione con la Chiesa
  3. La gioia di donare e di ricevere.

E concludo invocando l'aiuto di Maria, stella della Nuova Evangelizzazione e Madre della Chiesa che ci sostenga in questo cammino di Santità che è il segreto ultimo dell'Evangelizzazione.