RIFLESSIONI IN LIBERTA'

 

" Le sfide del nostro tempo:
Immigrazione: un problema o una opportunità? "
a cura del prof. Nicola CUTINO

"L'immigrazione - sosteneva Mons. Luigi Di Liegro, già Presidente della Caritas Italiana - è un problema solo quando non ci si prepara a convivere con esso altrimenti è una grande opportunità".
Migrante, secondo l'ONU è una " persona che si è trasferita in un altro paese alla ricerca di un lavoro o di una vita migliore"; migrante è anche un richiedente asilo politico cioè colui che per ragioni di sicurezza personale chiede rifugio, alloggio, protezione ad un altro Stato che lo accoglie nel proprio territorio in quanto oggetto di persecuzione o di discriminazioni (art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo); così come lo sono i rifugiati o profughi cioè coloro che hanno dovuto abbandonare il proprio paese per timore di persecuzioni a causa della loro razza, religione, credo politico.
Oltre 35 milioni di "dannati" hanno bussato alle porte dell'Occidente negli ultimi Trenta anni, di cui l'80% proviene dai paesi in via di sviluppo.
Nel mondo, invece, sono circa 150 milioni i migranti legali e altrettanto quelli illegali.

I dati dell'immigrazione
L'immigrazione porta a un incontro con culture che costringe a ripensare radicalmente e in modo non sempre agevole consolidati modelli di convivenza e di relazioni educative.
Il numero di cittadini stranieri in Italia è passato (cfr dati Istat 2009) da 1.356.590 del 2002 a 3.432.651 del 2008; il numero dei minori è passato da 299.000 a 760.733. Gli stranieri iscritti nelle Scuole Italiane che superavano appena i 307.000 nell'anno scolastico 2003/2004 sono passati a 574.000 nel 2007/2008 con un aumento dell'87%.

Mongolfiera Bari-Japigia 25 ottobre 2009. Nella foto: prof. Nicola Cutino

Oltre ai dati c'è " … la relazionalità e specialmente il bisogno d'amore - scrive Camillo Ruini - la conoscenza con l'attitudine a capire a valutare, la libertà che richiede anch'essa di essere fatta crescere ed educata in un rapporto costante con la credibilità e l'autorevolezza di coloro che hanno il compito di educare".

 

Il romanzo "Anch'io ho un'anima" di Barbara Congi

"Anch'io ho un'anima" di Barbara Congi narra la storia di un "viaggio nell'anima di un povero ma anche un viaggio nell'uomo, nelle sue paure, nelle sue fragilità, nelle sue speranze, nelle sue ricchezze" (v. presentazione del libro del prof. Beppe Micunco). Si tratta di una "storia raccontata dall'altra parte che fa conoscere al nostro mondo distratto e superficiale, facile ai giudizi, ai luoghi comuni, una umanità diversa…, ci fa scoprire valori che rischiano di perdere…,la capacità di sacrificio, l'onestà interiore, la pazienza della tolleranza, la generosità, la fiducia, l'affidarsi alla Provvidenza " , nonostante il "semaforo rosso" (metafora della nostra vita) "fatto di continui intoppi…barriere, ostacoli da superare". Barbara chiude il suo libro con " Caro lettore … vorrei invitarti ad avere un'ampia visione della realtà. Non puoi considerarla parzialmente … Allunga il tuo sguardo lanciandolo oltre l'orizzonte, scorgerai sofferenze, … valorizzerai ciò che possiedi e soprattutto prenderai coscienza di una diversità. Non puoi guardare sempre nella stessa direzione, ti sfuggiranno tutte le altre". "A volte - incalza Barbara Congi - i pregiudizi… ci fanno diventare uno dei tanti, uno di quelli che resta a guardare in silenzio con gli occhi velati dentro, chiusi fuori". Ed ancora: " … Può meravigliarti, disgustarti, ma ti sto raccontando la verità … Non criticare mai nessuno". Poi il racconto comunica garbatamente al lettore, senza ricorrere a moralismi di sorta, alcuni suggerimenti di vita: imparare a dialogare " … voglia di parlare, di confrontar(si), di apprendere"; metanoia ( cambiare mentalità ) : "… non posso arrogarmi il diritto di cambiarti … Voglio raccontarti la mia esperienza … Sarai tu a decidere se farne tesoro"; star bene con sé : " … la nostra vita si trasformerebbe in uno spettacolo … nella morte dello spirito … non pensare al da fare … vivi le tue emozioni, godi il benessere"; creare relazioni : " … non bisogna tener conto dell'aspetto, della posizione sociale, ognuno ha bisogno dell'altro"; testimoniare la fede : " … prima di credere in tutto ciò che fai devi credere all'Onnipotente. Affidati a Lui che ti affiancherà e ti sosterrà in ogni tua azione … Credere significa salire … innalzare lo sguardo verso il cielo". Infatti continua la Congi " Vivi una sola volta, non perdere tempo … Non dire mai non ci riesco…non fa per me". Tutto ciò porta alla "serenità e la tranquillità d'animo … paragonabili ad un mare trasparente le cui acque sono immobili a tal punto da confondersi con il cielo diventando tutt'uno".
Il protagonista del romanzo di Barbara Congi, alla fine, esclama: "Anch'io ho un cuore che batte … sono sempre pronto ad aiutare il prossimo … Anch'io ho un'anima sensibile che vibra, fa sentire la sua voce e risente il dolore altrui".
Barbara, infine, in punta di piedi, offre un suggerimento al lettore: "L'ascolto è importantissimo si traggono conoscenze, vantaggi". Ma l'Autrice raccomanda soprattutto: "Agisci come vuoi, ma trattami - teneramente - come persona"
Conclusioni
Gli scritti di Barbara Congi nascono dalle esperienze quotidiane di vita colte in ogni loro aspetto: realtà, a volte affascinanti altre volte drammatiche dense, comunque di emozioni, sentimenti fuorusciti "dalle pieghe più recondite dell'anima" dell'autrice.
Barbara coinvolge sempre umanamente il lettore con grande semplicità di espressione e con un linguaggio spontaneo senza ricorrere mai a complicati ragionamenti proponendo suggestioni ed insegnamenti morali mediante l'uso corretto delle rime e delle assonanze. La Congi trascina con ricchezza di immagini ognuno di noi alla riflessione sulla realtà, sui valori etici e religiosi, sulle passioni, sui sentimenti ed emozioni profonde. Ella analizza i rapporti interpersonali di amore e fiducia che dovrebbero, sempre, regolare la vita umana come la Carità, la Speranza, la Libertà, l'Umiltà, il Coraggio contro il Male ed ogni Ingiustizia.
Barbara Congi spinge, dopo aver dichiarato la propria ammirazione per i colori del mondo e l'innamoramento per la vita, il lettore a cancellare " i pregiudizi", ad evitare di " massificare persone ed eventi" a non rimanere con " gli occhi velati dentro e chiusi fuori", ma ad " abbandonare la maschera costantemente indossata … lasciando il posto all'amore", alla gioia " senza - mai - alcuna rassegnazione".