LETTERE DAL MONDO

 

 

LA MIA ESPERIENZA IN BANGLADESH


Sta diventando sempre più difficile vivere la nostra fede in Gesù il nostro Salvatore.
La società attuale , i nostri parenti, le nostre famiglie e i nostri amici non ci aiutano. Il loro modo di fare è diverso, ha altri scopi, dà importanza ad altri aspetti della vita. Ci sentiamo soli. Volendo fare qualcosa di bello per gli altri, un gesto di generosità che magari costa un po' e bisogna sacrificare un po' del nostro tempo libero, chiedendo la collaborazione ai nostri amici, ci accorgiamo con fatica e dispiacere che nessuno ci segue e ci aiuta.
Chiedendo in giro poi alle persone se sono felici o meno molti rispondono negativamente.
I giovani di oggi hanno perso lo scopo principale della loro vita, fanno cose giusto per riempire la giornata, non lavorano per cercare un senso alla vita che dia valore e significato e che li possa rendere felice. Con fatica e senza raggiungere la felicità l'uomo vive i suoi giorni.
Sullo stesso pianeta Terra, non molto lontano magari a poche ore di aereo, ci sono altre persone che uomini come gli occidentali, non solo non hanno la possibilità di assaggiare una volta sola nella vita, quello che un occidentale ha sempre, ma non può avere quello che serve per mangiare a sufficienza ogni giorno, avere una casa, curarsi quando si ammala e mandare i propri figli a scuola. E' la grande ingiustizia che esiste fra i popoli dell'Occidente e i popoli dell'Africa, Asia e America Latina.
Anche in Bangladesh ci sono casi di suicidio. Al 95% il motivo di essi è la miseria e la troppa povertà. Ci sono persone che non riescono a sopportare più le umiliazioni di una vita troppo dura e decidono di "terminare" l'esistenza su questa terra. Tutti noi abbiamo paura della morte, ma quante volte ho sentito dire: "Padre, è meglio morire che vivere". Per loro, la morte violenta è una benedizione ed una liberazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciclon Sidr, Bangladesh

Cosa fare? Per me è una situazione strana la nostra. Una parte dell'umanità la più piccola che ha moltissimo eppure non è felice e contenta e una grandissima parte di essa che a causa della miseria e dell'insicurezza dovuta a non poter vivere decentemente la vita umana non è contenta e felice.
Se ci fosse un maggior scambio di "avere", tutti sulla Terra saremmo più contenti e felici. Si renderebbe presente il "sogno" di Dio di avere tutti gli uomini felici e contenti e non ci sarebbero più guerre, distruzioni, dolore, angoscia e morte.
Nella mia esperienza di Bangladesh, quanti ragazzi e ragazze ho conosciuto che non hanno potuto terminare la Quinta Elementare perché in famiglia vi era l'urgenza di avere un aiuto per lavorare nei campi e andare a pescare perché non riuscivano a mangiare? Quante persone devono fare salti mortali per raccogliere un po' di soldi per poter fare un'operazione chirurgica, per non morire?
Purnima è una ragazza che aveva il sogno di diventare infermiera. I suoi genitori con tanti sacrifici l'avevano fatta studiare. Quando ottenne il titolo di studio che dava la possibilità di accedere al corso infermieristico era felicissima. Nonostante la miseria in famiglia, la casa diroccata in aperta campagna, era riuscita a diplomarsi. Il corso di infermiere costava un bel po' perciò venne da me a chiedermi un aiuto economico. Ogni mese la retta corrispondeva a € 40. Un Euro e mezzo corrisponde più o meno ad una giornata di lavoro. Il corso durava due anni. Nel secondo anno la retta sarebbe diminuita perché lei avrebbe lavorato in ospedale. Gli promisi che l'avrei aiutata in cambio di una restituzione del 10% della somma quando avrebbe lavorato per creare così un fondo per gli studenti in parrocchia. Gli altri studenti poveri avrebbero potuto usufruire di un aiuto anche usando i soldi che lei aveva depositato.
Purnima alla fine di Novembre di quest'anno terminerà il corso di infermiere. Anche lei potrà lavorare nelle cliniche che ci sono in tutto il Bangladesh specie in Dhaka. Potrà avere un futuro migliore, grazie ai sacrifici dei suoi genitori, suoi e di quelle persone che dall'Italia hanno mandato il loro contributo per gli studenti poveri.

Foto d'archivio: Missione in Bangladesh

Come Purnima dovremmo condividere di più. Guardando alla realtà dei giovani d'oggi mi è venuto un po' di sgomento. Molti giovani muoiono per le strade a causa dell'alta velocità, altri si "sballano" ( ho imparato un'altra parola nuova quest'anno), gente che riempie di cose la propria giornata senza darsi un senso e senza il perché. Poi moltissimi matrimoni durano poco.
A mio parere all'origine di tutto questo c'è il fatto che i genitori in particolare e gli adulti hanno rinunziato al proprio ruolo di educatori. Non è solo compito di un genitore dare soldi ai figli per mangiare, andare a scuola e per divertirsi. Essi devono aiutare i figli a dare un senso alla propria vita, una vita vissuta con attenzione agli altri. Non siamo fatti solo per consumare. Quindi una educazione che aiuta i ragazzi ad avere un fine nella propria vita e che per raggiungerlo devono sacrificarsi ad avere l'attenzione agli altri, vicini e lontani. E' una grande sfida me ne rendo conto, però porterà la nostra società ad essere più umana e felice.
p. Mimmo Pietanza Saveriano.