RIFLESSIONI IN LIBERTA'


 

  

L'ADOZIONE A DISTANZA

  

Adottare un bambino, o un ragazzo, a distanza vuol dire prendersi l'onere di aiutarlo negli studi, almeno in parte, nei suoi fabbisogni giornalieri, ma, soprattutto, vuol dire fargli sentire che qualcuno lo ama anche se a migliaia di chilometri di distanza.
   La nostra scuola ha aderito a questa iniziativa in collaborazione con il centro missionario, appartenente alla chiesa principale del nostro paese, ovvero San Rocco. La mia classe, guidata dalla nostra insegnante di religione, ossia la professoressa A. Miolla, ha escogitato diversi sistemi per far fronte a questo impegno.
   Ognuno della nostra scuola ha contribuito, con alacrità, dando anche solo un euro mensile, inoltre, circa ogni settimana, a turno, a seconda della disponibilità dei compagni, ciascuno di noi ha portato un dolce, una focaccia, etc... che venivano offerti a fette o a tranci e il ricavato era sempre devoluto a favore di Ketakossi, questo è il nome di uno dei ragazzi adottati dalla scuola.
Voi ora vi starete chiedendo perché la scuola Capozzi-Galilei (che ha adottato ben 9 fanciulli) di Valenzano faccia tutto questo. Noi alunni facciamo queste meravigliose azioni in quanto vogliamo imparare il vero valore della parola ADOZIONE, considerarla parte di noi e coltivarla; e uno dei mezzi per farlo è proprio l'adozione a distanza.
   Noi abbiamo una corrispondenza con questi ragazzi. Difatti ci ha molto commosso leggere la lettera mandata da uno dei padri missionari che si trovano in Africa che, a nome di tutti i ragazzi che hanno trovato una nuova famiglia, ci ha ripagato per le piccole rinunce che noi facciamo.
Saltuariamente, abbiamo avuto degli incontri con un padre missionario, che è stato in Ecuador, il quale ci faceva vedere delle videocassette in cui era lampante il disagio e lo stato di arretratezza, sociale, politica ed economica, in cui vivono questi ragazzini. Vedere quei filmini ci ha insegnato a riflettere di più sulla parola ADOZIONE e su quello che abbiamo, che a volte ci sembra insoddisfacente ma che, in confronto a quello che hanno loro, è davvero parecchio. Noi abbiamo soprattutto il calore della famiglia, mentre la maggior parte di quei bambini sono orfani.
   Pertanto, noi desidereremmo tanto che altri ragazzi come noi assumessero un atteggiamento di solidarietà, di piena adesione a contribuire, anche se in piccola parte, a far sentire all'infanzia, all'adolescenza, alla gioventù del cosiddetto terzo mondo, che qualcuno si ricorda di loro, che qualcuno li ama e li sostiene.
   Noi, anche se quest'anno termineremo gli studi in questa scuola, cercheremo in tutti i modi, anche nei prossimi anni, di continuare a dare la nostra piccola partecipazione, per contribuire all'adozione a distanza e invitiamo chi non l'ha mai fatto ad aderire a questa iniziativa perché con anche un piccolissimo contributo si può salvare una vita umana e si può allargare la propria famiglia e si possono capire alcuni valori che in altre circostanze non si possono apprendere.
Castellano Davide

Signorile Noemi